5 tappe da affrontare con il Coaching alla fine di una relazione

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cuore spezzato

Quando c’è di mezzo l’amore, la condivisione di spazi, tempi e sentimenti ed una relazione finisce, è sempre un dolore.

Ed una cosa che in molti dimenticano è che questo prescinde dall’età, dal tipo di relazione, dall’intensità dei sentimenti. Una  ‘rottura’provoca comunque sofferenza e delusione e, come tale, va rispettata. C’è chi ha la capacità di farsi scivolare addosso tutto… e chi invece cade nello sconforto e nella sensazione di impotenza e inutilità.

Il senso di abbandono e di perdita, l’angoscia di ritrovarsi soli, la sofferenza dei progetti di coppia sfumati, provocano sensazioni diverse in ognuno di noi e solo chi  ha l’animo aperto ad ascoltarci in modo attivo ed empatico potrà capire fino in fondo cosa proviamo. A volte aiuta avere un punto di vista neutrale, senza scadere nell’impersonale e nell’inadeguato.

Il Coach fornisce un ascolto attento, che fa sentire accolti e sostenuti, e si allea nel percorrere con chi soffre le tappe che vanno vissute per ‘accettare’ e ‘integrare’  il dolore.

La cosa più importante è farsi aiutare a concentrare le energie e le attenzioni su se stessi, vivendo fino in fondo le emozioni senza far finta di essere forti e che tutto sia superato in pochi giorni: è normale sentirsi vulnerabili, è normale soffrire.

 

E’ il tempo di … concedersi del tempo per vivere fino in fondo questo dolore.

Le 5 fasi della ‘perdita’ sono spesso uguali per tutti, come una serie di gradini che portano verso la ‘luce’ e hanno una durata ed un’intensità variabile da persona a persona. Vanno esaminate, affrontate e analizzate con dedizione e pazienza.

NEGAZIONE: nella prima fase ci si rifiuta di accettare l’amara verità e la nostra mente ci protegge dal riconoscere la morte oppure dal renderci conto che tutto quello che avevamo costruito in coppia è svanito. I sogni, i progetti, le aspettative non hanno più senso di esistere e, per la sorpresa e lo sgomento, si arriva a negare tutto. In questa fase si dovrebbe comprendere che nella vita nulla è certo, la stabilità è solo dentro di noi e non possiamo darla per scontata fuori da noi… ma è ancora troppo difficile.

RABBIA: superata la fase precedente, il tempo intercorso ci ha aiutato a capire che quanto accaduto è reale. La realtà ci invade e ci sentiamo quindi pervasi dalla rabbia, da un risentimento verso l’ex partner, verso il destino, verso le persone che ci circondano o verso noi stessi, colpevoli di mancanze, incomprensioni, sbagli… Sentimenti che possono essere vinti e superati se compresi fino in fondo: chiediamoci da dove nascono, perché li proviamo, sfoghiamoci e diamogli un nome. Una loro conoscenza lucida ci permetterà di affrontarli e poi distaccarcene.

CONTRATTAZIONE: dopo aver affrontato le fasi precedenti, ci si lascia andare al bisogno di patteggiare per poter cambiare il destino. Ora ci si ritrova spesso a pensare a come riparare i propri errori, ci si domanda cosa avremmo potuto fare per non arrivare a tanto, ci si ritrova a  telefonare, organizzare incontri per chiedere “scusa”, per ammettere le proprie responsabilità, per cercare magicamente di tornare indietro con “se avessi fatto…” oppure “se mi fossi comportato…”.

DEPRESSIONE: quando ci rendiamo conto che sono tutte illusioni e che comunque la realtà è quella, allora le nostre emozioni virano verso la depressione. Il dolore ormai è reale, non si può negarlo né scappare dalla situazione e quindi non possiamo che arrenderci, con tutti i sentimenti che questo comporta. In preda allo sconforto quindi si evitano stimoli, si cercano distrazioni, si evita di frequentare persone o posti che risveglino ricordi ma, in realtà, ormai è chiaro che la possibilità è solo l’accettazione della situazione. E questa considerazione fa emergere tutto il bello legato alla storia finita, perché il brutto l’abbiamo già “consumato” di rabbia e lacrime. Per quanto triste, questa è la fase in cui è necessario affrontare il dolore fino a toccare il fondo, perché solo così si esaurirà.

ACCETTAZIONE: se ci si è dati il tempo di affrontare e superare le fasi precedenti, questo è l’ultimo gradino. Il momento in cui accettiamo quello che è successo perché abbiamo smesso di ribellarci e di opporci all’evidenza e quindi, sfiniti, ora siamo in pace con noi stessi e con la nostra realtà. Ora siamo pronti a lasciarci tutto alle spalle e sentiamo più forte la voglia di uscire, di conoscere nuove persone, di vivere… Questo non significa che si è “guariti” e che la sofferenza si è esaurita, le ferite ci sono e spesso possono ricominciare a sanguinare ma, finalmente, si scorge la fine, uno spiraglio alla fine del tunnel.

A prescindere dalla fase in cui ti senti di essere, accetta i tuoi sentimenti e vivili.

E se vuoi saperne di più …

http://www.iltuocoach.it/troppo-amore-colazione/

 



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Questo post ha 1 commento

  1. Franco Rossi on dicembre 11, 2013 at 20:47 Rispondi

    Le 5 tappe sono spesso anche una base molto utile ed efficace di riflessione da sviluppare in sessione per una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé… grazie Chiara!

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