Alla radice della soluzione

6 Comments »
Novità di Coaching!
Finalmente un libro che presnta in modo semplice e completo il Coaching nella sua vera essenza. Presentato all'Università La Sapienza di Roma! Clicca qui
  
Condividi con i tuoi amici

L’efficacia di un percorso di coaching non si misura dalla velocità dei risultati raggiunti, ma dal radicamento del cambiamento desiderato e funzionale all’autonomia successiva del coachee.

Per un coach “scivolare” su questo tema e puntare ad una risoluzione veloce del problema nasce per lo più dalla perdita di quella fiducia incondizionata e tridimensionale che costituisce un cardine imprescindibile del coaching:

  • Fiducia nelle potenzialità del cliente
  • Fiducia in sé del coach
  • Fiducia nel metodo del coaching

Radice del cambiamento

Quando il coach rimane “centrato” in una posizione di “IO sono OK / TU sei OK” e crede nello strumento utilizzato (il coaching), consente al coachee di vivere, all’interno della stessa relazione, una condizione nuova e spesso mai sperimentata. E’ dunque all’interno di questa relazione – protetta e “intima” – che si compiono i primi passi del cambiamento e il suo iniziale radicamento.



Potrebbe interessarti anche:



  
Condividi con i tuoi amici

Questo post ha 6 commenti

  1. Laura Marinelli on ottobre 21, 2013 at 12:44 Rispondi

    Vale a dire, caro Franco, reggere l’ansia dell’indeterminato, cioè il tempo in cui ancora … la soluzione non arriva.

  2. Antonio Cecere on ottobre 17, 2013 at 21:05 Rispondi

    L’intervento di Franco è a mio avviso molto più pragmatico di quanto possa sembrare.
    E fa scatenare anche la domanda, soprattutto per un business coach credo, del tipo: “Come conciliare al meglio quindi il Kairos con l’aspetto commerciale/professionale e le aspettative del cliente?”
    La relazione tra coach/coachee è pur sempre anche un rapporto professionista – cliente/utente/spendente.

  3. Antonella Frigato on ottobre 15, 2013 at 10:48 Rispondi

    Il tempo nel Coaching, quello autentico, quello che accompagna il Coachée alla sua ri-soluzione è sempre Kairos. Leggo da Wiki uno dei suoi significati: è “il tempo nel mezzo” un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale “qualcosa” di speciale accade.
    Quell’istante in cui, come per magia, quello che già c’era emerge e si rivela.
    Grazie Franco

  4. FabCip on ottobre 14, 2013 at 22:16 Rispondi

    Con poche pennellate, Franco, hai centrato la questione.
    Grazie

  5. Mark Padellini on ottobre 14, 2013 at 19:51 Rispondi

    Carissimo Franco,

    il tuo post va dritto al centro della questione.
    La fretta del coach, nella soluzione che spetta al coachee trovare, è un incantesimo delicato che va ‘guardato negli occhi’.
    Un grazie sentito, Mark

  6. Gianni Verde on ottobre 14, 2013 at 08:41 Rispondi

    Mi sento di voler condividere quanto riportato da Franco, e voglio aggiungere che fondamentale diventa anche un buon allenamento che il coach è in grado di proporre e condividere con il coachee. Infatti, un sano allenamento aiuta e stimola le potenzialità del coachee ad emergere e consolidarsi, lo sforzo che lo stesso coachee dovrà affrontare gli consentirà di dare un buon frutto “da quell’albero che si è radicato”.

Lascia un commento

*
*