CAMBIAMENTO, ACCETTAZIONE E RESPONSABILITÀ: ECCO LE CHIAVI DELLA RIUSCITA PERSONALE!

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CAMBIAMENTO, ACCETTAZIONE E RESPONSABILITÀ: ECCO LE CHIAVI DELLA RIUSCITA PERSONALE!

cambiamento2“Il cambiamento, con tutti i rischi che comporta, è la legge dell’esistenza.” Robert Kennedy 1925 – 1968, politico statunitense.

“In una realtà più elevata le cose vanno diversamente, ma quaggiù vivere significa cambiare, ed essere perfetti significa aver spesso cambiato.” John Henry Newman 1801 – 1890, teologo, filosofo e cardinale britannico della Chiesa cattolica.

“La vita appartiene ai viventi, e chi vive deve essere preparato ai cambiamenti.” Johann Wolfgang von Goethe 1749 – 1832, poeta e scrittore tedesco.

“C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale… “ Christopher McCandless 1968 – 1992 viaggiatore …

“Prima di qualunque cambiamento poniti queste semplici domande:
1) Perché sono qui?
2) Vale la pena di restare?” Georges Ivanovič Gurdjieff 1866/1877 (?) – 1949 è stato un filosofo, scrittore, mistico e “maestro di danze“.

Secondo le leggi fisiche l’unica costante dell’esistenza è il cambiamento: energia e materia cambiano continuamente, si trasformano, si fondono. Quando poi stiamo parlando dell’essere umano il discorso si fa un pochino più complicato … e non potrebbe essere altrimenti … ahahah! Prima (e a volte anche durante) di una fase di cambiamento vi è un momento di smarrimento, di crisi, di caos, questo avviene perché stiamo riorganizzando, destrutturando noi stessi, i nostri valori, i nostri obiettivi, le nostre convinzioni, i condizionamenti, … In questo momento prendere consapevolezza delle scelte eventualmente fatte in passato, dei propri limiti che c’erano in quel momento, assumersi quindi la responsabilità della situazione attuale (intesa come naturale evoluzione delle scelte e delle azioni fin qui effettuate), e assumersi la responsabilità delle scelte future è la premessa fondamentale per non restare imbottigliati nel circolo vizioso del “ ciò che è accaduto è accaduto indipendentemente da me …”. Accettare la realtà delle cose è il primo passo per garantire il sano cambiamento.

Quando siamo posti davanti ad un cambiamento, forzoso o facoltativo che sia, dipende da noi come lo viviamo: possiamo subirlo come una morte della nostra volontà, una paura da scansare, una mancanza di autonomia, oppure … beh perché no? Perché non una seconda opportunità, una possibilità di crescita, la direzione per esprimerci per ciòche siamo veramente? Una nuova nascita! Alla base del cambiamento quindi, c’è sempre l’assunzione di responsabilità, che ci porta ad agire consapevolmente orientati facendo tesoro dei nostri errori. Assumerci le proprie responsabilità, accettare i passi falsi, gli impegni con noi stessi, accettare chi siamo e come siamo, … ci mette automaticamente in sintonia con noi stessi permettendoci di tracciare quella metamorfosi, quel nuovo sentiero verso il cambiamento migliorativo di noi stessi e della nostra situazione attuale!

Cosa succede quando, ad un certo punto della nostra vita, ci accorgiamo di aver preso una direzione che non ci rappresenta più? Quando succede che realizziamo di avere preso delle scelte, decisioni consapevoli o non, che ora ci stanno portando ad un traguardo che non sentiamo più nostro?

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Chiediamocelo e … forse non ci ricorderemo come abbiamo agito in passato, non abbiamo idea di come reagiremmo in questo momento, perché “dipende”, e per il futuro, beh! Chi vivrà vedrà! Restiamo nella nostra zona di comfort al calduccio, coccolati dalle vecchie, sane abitudini che ci proteggono ci garantiscono una vita serena!

Ed agendo così cosa ci perdiamo in realtà? Cosa sacrifichiamo non prendendo una decisione, una direzione, diversa? Nessuno può negare che, posto di fronte ad una domanda secca del tipo: “vuoi migliorare la tua vita?” (vabbe’, è un po’ generica …) risponderebbe: “certo che si!”. Solo che migliorare, vuol dire anche cambiare, e prima ancora vuol dire fare i conti con se stessi, capendo che non siamo più quelli di prima perché, se c’è qualcosa da migliorare (e c’è!) allora qualcosa in noi è mutato, ci stiamo mettendo in discussione, stiamo ri-scoprendo chi siamo, cosa vogliamo veramente … e questo potrebbe anche spaventare. Incomincia così un’analisi approfondita di se stessi che potrebbe portare a scoprire che, non stiamo svolgendo il lavoro che ci piace oppure non lo stiamo svolgendo come ci piace, che le amicizie non ci stimolano più, che non abbiamo accanto le persone che vorremmo realmente, che alcuni compromessi ci danneggiano, che non siamo chi vorremmo essere, … È vero, può spaventare! E può portarci a crisi, disagi, fughe.

Prendere posizione, accettare quello che è accaduto, ciò che si prova quieora, e assumerci la responsabilità di cambiare, crescendo compatibilmente con la nostra visione, i nostri valori, le nostre idee, ci può portare in una zona di crescita sana e vitale. L’accettazione è il segreto per andare oltre la crisi, lo smarrimento, la paura causate proprio dalla resistenza verso la realtà e quindi verso il cambiamento.

Il cambiamento quindi può essere imprevedibile, non cercato, improvviso oppure scelto responsabilmente e personalmente; di conseguenza la nostra responsabilità nell’agire assume connotazioni diverse: se da un lato viene gestito un certo senso di smarrimento, inquietudine, dolore, sorpresa, frustrazione, impotenza; dall’altro va attuata una consapevole gestione degli obiettivi e delle azioni, ponendo attenzione prima a non lasciare spazio ai sensi di colpa, ripensamenti, paure, che potrebbero assalirci.

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Come possiamo porci di fronte a queste due possibili situazioni? Quali strumenti possono aiutarci? Quali figure professionali possono essere nostre alleate?

Continua …

 



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