In cammino

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in camminoLa sopravvivenza dipende dall’equilibrio dei nostri pensieri e i pensieri equilibrati nascono dall’attenzione e l’attenzione è un atto di connessione con sè stessi.

La Comunicazione istintivamente è un messaggio che ci fa pensare immediatamente agli altri per metterlo in pratica.

Con chi posso sfogarmi? Devo chiamare Giulia per raccontarle? Ho bisogno di parlare con qualcuno. Ho bisogno di un consiglio.

Spesso riponiamo i nostri potrei, dovrei, vorrei negli altri, facendo andare la nostra mente, in un flusso di sogni ad occhi aperti rilegati in un mondo senza Azione.

Essere inconsapevole delle proprie  azioni, dei propri desideri e delle proprie  emozioni crea il buio nell’anima.

“Dipende tutto da te. Puoi dormire per sempre, o svegliarti proprio in questo momento.” – Osho

Una delle convinzioni più fruttuose per noi è quella di poter fare qualcosa e di poter fare qualcosa noi per noi stessi.

Coach e cliente nellarelazione ideale di coaching, con il loro percorso,  partono da ciò che il cliente stesso vuole cambiare e proseguono col delineare il futuro desiderato: puntano, così, a creare un qualcosa, che ancora non esiste.

Vero è che non sempre il coachee è in grado di evidenziare immediatamente il proprio obiettivo o i reali obiettivi.

Man mano che i bisogni, i desideri e gli interessi del coachee gli si riveleranno nel vostro cammino insieme, egli potrebbe ridisegnare i suoi confini ed esplorare nuovi territori, creare nuovi percorsi non solo innanzi a sè ma anche dentro di sè.

Quali sono i suoi pensieri abituali? Come li esprime? Questo sarà un duplice viaggio per lui e per voi.

Quando il coachee avrà raggiunto una buona Comunicazione con sè stesso, anche le persone che popolano il suo ambiente abituale vorranno essergli più vicine.

Attraverso le domande e l’ascolto che riceve e quello che imparerà a dare a sè stesso, si sentirà accompagnato ed accettato fino a rinvigorire la fiducia in sè e la capacità di mettersi in ascolto di sè e dei propri bisogni e dei propri obiettivi.

C’è nel suo percorso un naturale crescere e decrescere nel processo che in qualche modo lo porta al recupero dell’autoconsapevolezza prima, della sua autonomia ed identità poi.

Imparerà ad acquietare la mente per poter parlare meglio con sè stesso.

E il coach cos’è che avrà imparato? A lasciarsi andare. Ad acquietare le proprie aspettative. Nessuna relazione di coaching può essere efficace se non siamo predisposti ad allenarci e a lavorare su noi stessi.

Quello che sarà percorso di risveglio e pulizia interiore ed esteriore nel cliente, diventerà per lo stesso coach efficace un cammino di pulizia dai propri pregiudizi e un percorso di crescita personale, un’enorme e potenziante occasione per

disimparare da un lato e per approfondire il lavoro su sè stesso dall’altro.

Il coach  è anch’egli una persona in cammino.

“Quello che desidero nella mia vita è l’empatia, un continuo scambio tra me stesso e gli altri basato su un reciproco darsi dal cuore ” Marshall B. Rosenberg



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