Comfort zone: il tuo nemico numero uno?

No Comments »
Novità di Coaching!
Diventa Parent Coach e accompagna la coppia in una relazione genitoriale potenziante! Clicca qui
  
Condividi con i tuoi amici

Comfort zone? Ho già sentito questo termine…  

Per definizione, la zona di comfort” è una condizione nella quale una persona agisce in uno stato neutro, senza essere preoccupata o sotto pressione. Nella zona di comfort, l’individuo utilizza un numero limitato di azioni, e, per questo motivo, la sua performance è sempre a un livello costante.

È nell’istinto naturale dell’uomo, agire e mantenersi il più a lungo possibile all’interno della propria zona di comfort. Al suo interno, si vive tranquillamente, non si hanno preoccupazioni, ci si muove in un territorio conosciuto.

Eppure, spesso e volentieri, la zona di comfort diventa l’unico spazio adibito alle azioni e in cui si svolgono tutte le attività.

Ogni cambiamento di prospettiva, anche minimo, viene visto come un problema, anziché un’opportunità. Si ha paura di andare oltre, di superare il confine della zona di comfort, perchè al di fuori di essa è impossibile prevedere le conseguenze di azioni o comportamenti non abituali, propri della routine.

Quindi, restare all’interno della zona di comfort è naturale, per tutti noi. Evitiamo le novità eccessive e le situazioni “pericolose”, su cui abbiamo un minor controllo, perché abbiamo paura di sbagliare, fallire o soffrire.

Dov’è il pericolo?È fondamentale non lasciarsi intrappolare all’interno di questa condizione e provare ad andare oltre: a lungo andare, la zona di comfort si espanderà, limitando sempre di più le nostre azioni.

Come dice Benazir Bhutto, “le barche nel porto sono al sicuro, ma non per questo sono state costruite.

Al di fuori della zona di comfort, si trova la learning zone”, la zona di apprendimento. Una zona semi-sconosciuta, in cui ci si trova per un motivo ben preciso: imparare. Questa zona rappresenta un’opportunità di crescita e miglioramento, ma per accedervi ci vogliono coraggio e forza di volontà.

Per crescere ed apprendere è necessario uscire dalla propria zona di comfort, affrontando le paure, il disagio ed eventuali rischi di fallimento. Ricordiamoci che il fallimento deve essere considerato come un’occasione da cui ricavare mille insegnamenti. Analizzando errori ed insuccessi, si è in grado di apprendere e migliorare per il futuro.La zona più esterna è la stress zone”, la zona di stress o di panico. È una situazione totalmente estranea alla prima, in cui tutto è considerato un rischio, fa paura e il disagio è grande e incontrollabile. In questa condizione, non c’è apprendimento, poiché paura e frustrazione bloccano completamente.

Intorno a noi, ci sono tantissimi casi di persone che, pur possedendo talento, capacità e potenzialità superiori a figure di successo, non riescono a raggiungere gli stessi traguardi.

Perchè?

Perchè preferiscono restare nella propria zona di comfort, piuttosto che esplorare l’esterno, tentare nuove strade e assumersi dei rischi. Non bisogna lasciarsi spaventare dall’idea del cambiamento, ma affrontarlo con positività, e mettersi in gioco, perchè così si ampliano le proprie conoscenze. Il cambiamento è OPPORTUNITÀ, non PERICOLO. 


In tre parole… DEVI ESSERE PROATTIVO.

Basandosi sulla propria esperienza personale, John Wood (membro dell’Advisory Board della Clinton Global Initiative, nominato Young Global Leader dal World Economic Forum, fondatore e presidente esecutivo di Room to Read, un’organizzazione senza scopo di lucro, dedicata a combattere la povertà nel mondo attraverso il potere dell’istruzione) ha stabilito alcuni fattori chiave per uscire dalla propria zona di comfort.

  • Per prima cosa, bisogna avere una visione chiara dell’obiettivo che si vuole raggiungere e focalizzarsi su di esso. Quando questo sarà ben definito nella tua mente, sarà più facile renderlo comprensibile anche all’esterno.
  • Seconda cosa, obiettivi audaci attraggono persone audaci. Non tutti saranno in grado di appoggiarti nella scelta. Però, troverai delle persone che saranno in grado di guardare all’obiettivo insieme a te e ti offriranno il loro sostegno. Queste formeranno la tua squadra.
  • Il terzo fattore è uno dei più importanti: non aver paura di chiedere aiuto. Tanto più è grande l’obiettivo da raggiungere, tanto più serviranno competenze di vario tipo, impossibili da trovare in un’unica persona. È fondamentale saper chiedere, in quanto è la collaborazione con diversi talenti a portarti al risultato e a determinare il tuo successo.
  • Numero quattro: mai farsi abbattere dai piccoli fallimenti. Se tutti si facessero influenzare dai “no” e dalle “porte in faccia” che ricevono durante il loro percorso, nessuno riuscirebbe ad arrivare al successo. Basta chiedere a qualsiasi persona abbia raggiunto dei traguardi importanti: tutti, nel loro percorso, hanno fallito, prima di riuscire.
  • Quinto, fidarsi del proprio istinto. Di solito, i leader sono costretti a prendere decisioni in tempi molto ridotti. Hanno a disposizione informazioni limitate e segnali contraddittori. Cercano di razionalizzare tutto per prendere delle decisioni, ma, poi, si spostano dalla razionalizzazione al puro istinto. Secondo John Wood, nel momento in cui la persona smette di analizzare tutte le informazioni, non esiste alcuna analisi del rischio migliore del proprio istinto.

Chiunque voglia ottenere risultati, in qualsiasi ambito, deve avere tanta forza di volontà, ma anche tanto coraggio per andare oltre i propri limiti.

Economia, cultura e tecnologie evolvono continuamente. Per poter essere al passo con queste evoluzioni, occorre predisporsi al cambiamento e, quindi, ad un apprendimento continuo, per acquisire nuove competenze. Ognuno dovrebbe sentire un’esigenza di crescita, mettendo in discussione le sicurezze acquisite.

Uscire dalla zona di comfort significa uscire dai propri schemi mentali e comportamentali. È importante, allora, cercare di sviluppare nuove abitudini, lentamente e senza obblighi. Poi, sperimentare nuovi modi per affrontare le nuove situazioni.

Come posso innescare il processo che mi permetterà di uscire dalla mia zona di comfort? 

  • Primo: cambia le tue abitudini. Trova un modo di verso di svolgere le azioni abituali. Ad esempio, se indossi sempre prima la scarpa destra, da domani comincia dalla sinistra, e così via.
  • Secondo: svolgi ogni giorno un’attività diversa, a cui non sei abituato. Piccole cose, come cambiare strada per andare a lavoro.
  • Terzo: utilizza dei sinonimi per le parole che usi più frequentemente, forma le frasi in modo diverso.

Con questi piccoli accorgimenti, imparerai a eliminare le vecchie abitudini e a crearne di nuove. Riuscirai, piano piano, a uscire dalla tua zona di comfort e ad allargarla. Acquisirai flessibilità mentale e ti abituerai a raggiungere obiettivi seguendo percorsi diversi, trovando nuove soluzioni allo stesso problema.

Ora, prendi carta e penna e rispondi a queste domande:

  • Cosa farai oggi per uscire dalla tua zona di comfort?
  • Cosa farai la prossima settimana?
  • Cosa farai il prossimo anno?

Allenati ogni giorno: tutto questo porterà dei grandi benefici nella tua vita. 



Potrebbe interessarti anche:



  
Condividi con i tuoi amici

Lascia un commento

*
*