Da dove nasce il Comportamento?

1 Comment »
Novità di Coaching!
Corso di specializzazione in Parent Coaching rivolto a Coach, Psicologi, Mediatori familiari, Counselor e Insegnanti! Clicca qui
  
Condividi con i tuoi amici

Da dove nasce il Comportamento?

Siamo troppo impegnati ed occupati nelle nostre faccende quotidiane per pensare anche al perchè facciamo certe cose al posto di altre, in fondo se le faccio ci sarà un motivo, giusto? Quindi cosa mi interessa conoscere il “perchè” decido di fare una cosa al posto di un’altra?
Essendo poco il tempo a nostra disposizione, la lettura della soluzione dura solo 3 minuti e pochi secondi.

 

 

 

Quante volte ci siamo chiesti come mai una persona si comporta in una determinata maniera?
Quali sono i motivi che spingono una persona a fare certe azioni invece di altre?
Probabilmente sono domande che nell’arco della settimana ci capita di fare, ma alle quali raramente diamo la risposta, anche perchè non sappiamo esattamente cosa passa nella mente della persona in quel momento.
Ma cambiando il punto di vista, quante volte abbiamo analizzato il motivo per il quale noi abbiamo agito in un determinato modo? Quali sono state le cause scatenanti di quel comportamento?
Forse posta così potrebbe passare anche in secondo piano, in fondo se abbiamo agito in un determinato modo, è perchè in quell’occasione volevamo farlo e l’abbiamo fatto, giusto? Serve veramente sapere o comprendere il motivo che sta alla base di quel comportamento?
Dal mio punto di vista si. Spostiamo per un momento il nostro focus, da “ho avuto un determinato comportamento perchè volevo farlo e l’ho fatto” a “quali comportamenti mi hanno permesso in passato di avere successo in una determinata situazione ?”.

E’ più intrigante la questione vista così?
Alla fine stiamo sempre parlando dello stesso argomento, il comportamento, solo che piuttosto di soffermare l’attenzione su un solo aspetto del comportamento l’hai portata sul “quando e come” un determinato comportamento ti ha permesso di ottenere soddisfazione in ciò che hai fatto.
Il primo passo è stato fatto. Ora, per completare bene l’analisi, dovremmo dare le risposte al come, dove, quando e perchè viene fatta una determinata azione, per poterla replicare a nostro vantaggio e quindi trarne dei benefici futuri e magari a comando. Eh si, a comando, su richiesta, su necessità, insomma, quando lo desideri. Identifica una situazione in cui stavi particolarmente bene in passato e che per qualche motivo oggi non riesci a replicare.
Fatto? E’ proprio quella la situazione, o desideri pensarci sopra un po’ e sceglierne un’altra?

Adesso, se ti va, prendi un foglio di carta e prova a rispondere alle seguenti domande:
– che cosa aveva quel comportamento, che ti ha fatto stare così bene?
– in che contesto si è manifestato quel comportamento?
– perchè si è sviluppato quel comportamento?

Probabilmente alle prime due domande, con un po’ di tempo per rinfrescare la memoria, è stato semplice rispondere, ma alla domande del perchè il comportamento che ti stava facendo stare così bene si è manifestato, la risposta ti convince? Ti soddisfa a pieno?
In molti casi la risposta al “perchè“, non soddisfa a pieno, anche perchè, se fosse così, saremo tutti abilissimi a replicare quei comportamenti che ci fanno stare bene e ci fanno raggiungere i nostri obiettivi. Per cui nelle prossime righe metto in evidenza un altro aspetto che sostiene, fortifica e approfondisce il “perchè” dei nostri comportamenti.
In psicologia il comportamento viene definito come l’atto da compiere per la soddisfazione di un bisogno e pensandoci bene sembra proprio così. Se io ho un bisogno, l’unico modo per riuscire a soddisfarlo è compiere un’azione, quindi un atto, un comportamento.
Ottimo, adesso è chiaro che qualsiasi comportamento è frutto di un bisogno, sia esso volontario, sia esso di abitudine o addirittura inconscio come la semplice azione del respirare.
Quindi non ci resta che capire come stimolarebisogni, per innescare il comportamento che ci permetterà di raggiungere e replicare a nostro piacimento i risultati che desideriamo.
Per scendere maggiormente in profondità è giunto il momento di scoprire chi sta alla base di questa catena.
Alla base di tutto ci stanno le sensazioni, che il dizionario definisce come “Percezione fisiologica e quindi anche involontaria, causata da stimoli interni o esterni e recepiti attraverso gli organi di senso o di percezione psicologica, quale l’emozione“.
Da quest’ultima considerazione, tralasciando i comportamenti e quindi i bisogni che sono generati da una percezione fisiologica, rielaborata dai nostri orgini di senso, è possibile sostenere che la maggior parte dei comportamenti, che in passato ci hanno permesso di raggiungere traguardi ed obiettivi, nascono da una sensazione percepita a livello psicologico, che innesca un bisogno soddisfatto dal comportamento.

Per cui la risposta al “perchè si sviluppa il comportamento” è: “per soddisfare un bisogno, nato da una sensazione percepita dalla tua mente”.

In conclusione

Da questo breve racconto si traggono due spunti a mio avviso interessanti:
1. ora sappiamo ciò che fa scaturire un comportamento, una sensazione
2. ora sappiamo che la soddisfazione di un bisogno ha sempre come effetto un comportamento

Quindi, in considerazione di ciò che hai letto, se veramente desideri replicare un comportamento che in passato ti ha permesso di raggiungere un traguardo, cosa fai concretamente da oggi per raggiungere un obiettivo o traguardo che fino a ieri non sei riuscito a raggiungere?

 

Lascio a te le risposte ed eventuali commenti



Potrebbe interessarti anche:



  
Condividi con i tuoi amici
Tags:

Questo post ha 1 commento

  1. Massimo Bustreo on settembre 27, 2018 at 10:49 Rispondi

    «Non ho tempo ora per fare questi esercizi. Magari dopo…» potrebbe venirmi in mente leggendo la premessa a questa tua interessante riflessione.
    Poi, però, se mi soffermo a pensare a quale sensazione accompagna questa affermazione, allora non posso che notare un presente che si mostra come un caotico sovrapporsi di ostacoli e di opportunità perdute, un vorticoso precipitare nelle azioni da compiere, nei comportamenti richiesti da completre, un tempo che passa e a cui si cerca solo di sopravvivere.
    Nella quotidiana lotta “contro” le cose da fare la tendenza a sublimare l’arte del controllo illusorio dell’indaffarato Cronos, del tempo contaminato, ci fa correre il rischio di rassegnarsi al ritmo della propria vita e a quello del proprio lavoro, come se l’orologio fosse regolato da qualcun altro. Come se i comportamenti stessi fosser guidati da qualcun altro e non dalle nostre emozioni, sensazioni e riflessioni.
    Son certo che un buon modo per uscire dagli “ingranaggi cronometrici” che legano e costringono invece che aiutarci ad evolvere è proprio quello di …iniziare con gli esercizi che proponi!
    Grazie Denis

Lascia un commento

*
*