Disorientamento del Coach? Requisito professionale fondamentale per ogni coach

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Riguardo le 11 competenze è stato pubblicato un articolo su questo portale a firma admin qualche tempo fa http://www.iltuocoach.it/le-11-competenze-chiave-del-coaching/ con un link ad una pubblicazione del Sole24Ore sponsorizzata da ICF.

Ma perché risultano fondamentali per la professione del Coach, tali da meritare un riconoscimento internazionale e vengono richieste dalle aziende come requisito per poter lavorare con loro?

Le riportiamo con piacere, per reminder, in aiuto ai più “distratti”, ma oltre ad una questione di etica professionale e di comportamento, qual è la sostanza di un intervento di coaching? E’ nell’approccio, e nella cura, verso il cliente. Questi ha una sua crisi di autogoverno… ne vuole uscire, non sa come… Non ha bisogno del consiglio di un amico, come non ha bisogno di un consulente che suggerisce soluzioni.

La semplicità disarmante, che è inconcepibile nella nostra società e nell’animo umano stesso, è che le soluzioni sono già conosciute dal cliente, ma per qualche inspiegabile motivo, egli non riesce a tirarle fuori da solo. O meglio le spiegazioni ci potrebbero anche essere, ma entriamo in altri campi di studio di processi mentali che non sono di competenza del coaching. Il coaching scientifico crea consapevolezza e allena, come si fa con uno sportivo, per raggiungere gli obiettivi “scoperti” dal cliente stesso, facilitato dal coach.

Il coaching scientifico ha un metodo, da studiare, imparare, applicare, con due sole regole fondamentali: Prendere contatto con la persona con competenza, e con competenza Gestire e tenere sotto controllo il processo di coaching.  Nello stesso tempo il Coach, pur preparato, deve essere consapevole di un grande valore assoluto: “Il disorientamento del Coach” termine che ho avuto la fortuna di ascoltare da Franco Rossi e Alessandro Pannitti, due coach italiani che lavorano insieme, che sono stati anche fra i cofondatori dell’AICP, autori de “L’Essenza del Coaching” ed. Franco Angeli. E proprio dal libro prendo spunto…

Perché disorientamento? Perché se sono un consulente io ho le soluzioni pronte per il mio cliente… Cioè vuoi migliorare il tuo conto in banca? Ok, ti consiglio il migliore investimento! Ma un coach non può sostituirsi a un desiderio … e alla visione del cliente, quindi la sua visione personale non coincide mai con l’altra. Nasce così un disorientamento … ma un disorientamento “positivo”… che corrisponde ad un professionale atteggiamento di curiosità e apertura totale, senza preconcetti.

Vuoi la soluzione? Non ce l’ho… dipende dai tuoi desideri… troviamola insieme..

Desiderio Stelle cadenti



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