La dittatura del Kronos e la variopinta anarchia del Kairos

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24 ore fa: Pasqua!
Quest’anno ho formulato gli auguri così…..

Ci auguriamo…
…. di poter ricevere da chi più amiamo, tempo.
…. di saper donare a chi più amiamo, tempo.

I regali non sono le parole,
non sono i fiori
il più prezioso regalo è il tempo.

Perché … perché il tempo non torna indietro,
e … quello che ti viene regalato
quello che tu regali
è solo tuo e non importa che siano minuti, ore o giorni!

Un ricordo…
…alle prime battute in aula a Roma durante il Master, si comincia a filosofeggiare sul concetto di tempo: kρόνος e καιρός.

Tra le ragnatele dei neuroni e le impolverate sinapsi affiora timidamente una unica traduzione: tempo….

Questo l’incipit per condividere vecchie-nuove sfaccettature e considerazione sul… tempo!

Il Kronos, cioè il tempo cronometrico. Quello che come unità di misura ha i secondi, minuti, ore e che per misurarlo usiamo l’orologio … 8 ore davanti ad un asettico schermo di PC, macchina, traffico, spesa, riunioni….. ma… da nutrizionista che sono aggiungo … 10 minuti per pranzare, 2 minuti per un caffè…

Poi c’è quello sereno e dilatato: il Kairos… l’istante creativo di un artista, il momento opportuno, l’occasione, il momento dell’intuizione dello scienziato…. e anche in questo caso la mia mente va… ai 30 minuti di passeggiata all’aria aperta, ai 20 minuti per un pasto…

relax

 

Idee in libertà che si organizzano sotto il titolo del post. La dittatura del Kronos – mirabilmente portata in scena in “Tempi Moderni” dove Charlie Chaplin compie velocemente e all’infinito gesti meccanici e ripetitivi – contrapposta alle molteplici e variopinte offerte dell’anarchico Kairos, durante il quale la mente si ferma, riflette, discerne, si emoziona e …. gode a pieno l’istante presente!

Come Nutrition Coach, che gestisce il kronos ma è soprattutto rispettoso del kairos dei coachee, tutto si traduce in un mosaico di piccoli gesti quotidiani che tessera dopo tessera vanno a comporre il grande ed equilibrato capolavoro della mindfulness.

E’ il coachee che gestisce il suo kairos… consumando lentamente un pasto gustando e degustando boccone dopo boccone.
Un boccone che nell’antro buio della bocca costellato da una miriade di accessori quali denti di varia forma e dunque diversa funzione; di ghiandole salivari, di papille gustative disseminate su lingua, guance, palato…. trova la massima espressione della palatabilità e si prepara, invischiandosi nella pre-digestiva saliva, per la caduta libera nella tumultuosa tasca dello stomaco per una miglior digestione fino al suo assorbimento ed utilizzo nelle tortuose anse intestinali.
Dunque.. perchè mai ingoiare biecamente e non godere di tutto ciò?

E’ il coachee che gestisce il suo kairos… svolgendo una passeggiata all’aria aperta; praticando acquisti sostenibili ma anche rispettosi dei tempi della natura e degli equilibri dell’ecosistema. Il coachee  gestisce il kairos anche ascoltando buona musica o dedicandosi alla buona lettura, godendo del tempo per il riposo fino a beneficiare del tempo per il ‘non fare’.

Produrre o non produrrefare o non fare.. questi i dilemmi? Nooo… è fondamentale eliminare il superfluo e dare un senso all’essenziale.

Una lentezza che fa spavento? Noooooo…. una lentezza che è piuttosto la giusta misura.

Buona riflessione e in chiusura Vi lascio con l’affascinante ossimoro dell’abbondanza frugale!



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