La dura legge dell’Io

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Il-cuore

La mente comanda, il cuore soccombe… questo potrebbe essere il sunto di ciò che la società di oggi ci spinge ad essere, delle menti pensanti, senza emozioni né intuito.

La televisione, i giornali, il cibo, tutto intorno a noi ci fa reagire come automi, in preda alla negatività e ad un perenne senso di autoefficacia inesistente.

La dura legge dell’Io, che comanda su tutto, sulle nostre emozioni, su ciò che “sentiamo”, su ciò che realmente siamo.

Ma il nostro, purtroppo non è un Io autentico; è un Io precostituito dalla società, da tutto ciò che ci è stato insegnato, tramandato, che non ha un suo senso critico né lo vuole avere. Tutte le condizioni limitanti che ci hanno imposto, ormai fanno parte di noi, del nostro bagaglio di conoscenze e credenze.

Ma noi, cosa siamo realmente? Siamo “quello”? Oppure c’è dell’altro?

Io personalmente credo molto nell’Essere, in qualcosa di molto più profondo, acuto e sensibile che riempie il nostro corpo, un Io più autentico, che non aspetta altro che essere risvegliato dal torpore.

Un Io ricco di personalità propria, di proprie idee e sentimenti, di enormi potenzialità atte allo svolgimento del “compito” che siamo chiamati a svolgere nella nostra esistenza.

Il lavoro da fare per potersi riappropriare di noi è sicuramente lungo ed impegnativo, anche perché va contro tutto ciò che la società moderna sbandiera da tutte le parti. Ma il raggiungimento del proprio Sé autentico, e ciò che questo ne comporta, và sicuramente oltre ogni più rosea aspettativa.

Vorrei ora porvi un piccolo quesito: quante volte durante la giornata siete “presenti”in ciò che state facendo? Immagino che la risposta sarà, come accade spesso anche a me, mai.

Bene, ora vi propongo un piccolo esercizio da fare per poter iniziare ad essere più “presenti”: ogni volta che attraversate una porta, ripetetevi mentalmenteIo sono presente”. Può sembrare facile, ma vi posso assicurare che non lo è. Per aiutarvi, potreste mettere un piccolo post-it attaccato ad ogni porta, così da potervi ricordare di essere presenti.

La consapevolezza che vi darà questo esercizio, anche solo nel rendervi conto di quante porte mancherete soprattutto all’inizio, servirà a farvi capire quanto si è schiavi dell’Io pensante, rispetto al Sé autentico, sempre presente e vigile in ogni momento.

Vi lascio con questa frase a me tanto cara, un piccolo spunto di riflessione: la mente, mente, il cuore, non mente, MAI!



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