L’estratto dell’essenza del Coaching

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Non so se questo mio sia da considerarsi un articolo, o un blog, una semplice riflessione,  piuttosto che un” estratto”appunto.

So che, essendo io una Coach (da poco) ragiono, visualizzo, immagazzino ed ascolto il Coaching, ripercorrendolo in tutta la sua essenza.

Rivedo il “mio tempio” con la base del metamodello che fa domande efficaci, fornisce feedback e resta in silenzio; con le tre colonne portanti: la relazione facilitante, lo sviluppo del potenziale e l’obiettivo con il suo fedele piano di azione. Non ultimo, rivedo il frontone della acquisizione di nuova coscienza e conoscenza, di migliore abilità a darsi e dare risposte (nella vita non nel Coaching!!!), di rinvigorita forza nelle proprie scelte. Parlo della consapevolezza-responsabilità-autonomia che conducono all’altare della autorealizzazione.

Risento vibrare l’emozione della scoperta della Psicologia Positiva quale scienza che conforta l’intuito. Quello di focalizzarsi sul +.+ = punti di forza, virtù, potenzialità, risorse interne, competenze calde, motivazione intrinseca. Comunque volessimo descriverlo questo + è la retta via verso la felicitàààààààààààààààààà, quella ricca di significato, non facile magari, ma duratura se approccio alla vita.

Riascolto i miei compagni sulla via dell’apprendimento –docenti e non-. L’orecchio va alle voci delle riflessioni impegnate a capire, al brusio degli esercizi impegnti a far approfondire,al rumore degli scherzi impegnati ad alleggerire, allo squillo di campanelli impegnati a far ricordare, fragore delle risate impegnate a ritornare.

E così ungo al mio obiettivo. E qui vien fuori la parte di me prettamente organizzativa e puff:

 

 

Il workflow del Coaching

Il workflow del Coaching

Così organizzo il processo ai miei occhi. Ne faccio la mia mappa.

Lungi da me l’idea di voler stigmatizzare l’intero percorso e di ritenerlo esaustivo. E’ solo UN modo di rappresentare organicamente il circolo virtuoso e continuo, pensando che siamo sempre nell’Iceberg o un Iceberg che, se ben accompagnato, riesce a sprigionare il suo potenziale o, se preferite,…. a non sciogliersi.

 



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Questo post ha 3 commenti

  1. Laura De Sio on ottobre 12, 2013 at 11:10 Rispondi

    Io dico grazie a Voi.
    Antonella per il tuo riscontro ed il tuo possibilismo alla trasformazione che è un toccasana !
    Franco per avermi trasmesso il metodo del Coaching con i nuovi orizzonti che porta con sè. Quando e se vorrai darmi un tuo feedback sul modello te ne sarò molto grata. Non ti nascondo che mi sembrava di osare ma ha un senso. poi qualcuno ha detto che vola solo chi osa farlo….allora….. :) a presto

  2. Franco Rossi on ottobre 11, 2013 at 21:15 Rispondi

    Ciao Laura, mi piace il modo in cui hai scritto questo tuo articolo – in particolare sento la tua creatività esprimersi e anche il tuo interesse autentico per il coaching – con il tuo modello poi hai stimolato la mia curiosità… ci riflettero’ con attenzione, grazie!

  3. Antonella Frigato on ottobre 11, 2013 at 09:05 Rispondi

    ….o magari a sciogliersi, chissà
    diventando qualcos’altro, ancora di inesplorato,
    mutato forse nella forma, che contiene pur sempre la stessa essenza!
    Che originale e creativa visione, la tua, cara Laura.
    Condividendola qui diventa un pò quella di tutti noi.
    Grazie. Grazie. Grazie!

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