I problemi del leader stressato

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Lo stress sul lavoro è chiaramente un problema serio. Qual è l’impatto sui leader? Quali sono i problemi dei leader stressati? Quali i rischi?

Al giorno d’oggi imprenditori, manager e liberi professionisti sono sempre più sensibili alle tematiche che riguardano lo Stress Management. Il dubbio è: sono in grado di gestire efficacemente il loro stress?

LE PRINCIPALI CAUSE DELLO STRESS DEL LEADER

Essere consapevoli delle proprie fonti di stress personale è un passo importante nella gestione e mitigazione dei suoi effetti negativi. Comprendendo da dove proviene lo stress lavorativo, i leader possono gestirlo in modo più efficace e diretto.

Vediamo qui di seguito alcune fonti di stress tipiche per i leader di oggi.

  • Il carico di lavoro. Con l’aumentare delle responsabilità aumenta anche il livello di stress. Alti carichi di lavoro, la gestione di scadenze sempre più sfidanti, la cura delle relazioni, lo sviluppo di investimenti, il processo decisionale, la risoluzione dei problemi sono le richieste che più frequentemente contribuiscono ad aumentare i livelli di stress nocivo.
  • Mancanza di risorse e tempo. La situazione sopra descritta peggiora nei casi di assenza di risultati, tagli ai budget, risorse limitate per investimenti, incapacità di finanziamento, mancanza di tempo e organizzazione. Lo stress è spesso causato dal tentativo di fare di più con meno, e per di più, anche di portarlo a termine più velocemente.
  • Gestione delle persone. Per tanti imprenditori o professionisti, questa rappresenta una grande fonte di stress: stabilire e mantenere relazioni, la gestione delle persone, dare feedback e riscontri, pensare al loro sviluppo, la gestione dei conflitti (o di personalità difficili!), gli aspetti motivazionali, la pratica della delega.
  • Clienti, fornitori, burocrazia. Comprendere lo stato di stress per i leader di oggi significa non solo identificare cosa provoca stress, ma anche chi provoca stress. Per loro, che devono difatti interagire con diversi gruppi di persone, lo stress proviene da luoghi diversi.

QUANDO E’ IL LEADER LA FONTE DI STRESS

Tanti leader, concentrati a gestire le loro sfide, sono consapevoli che questo problema affligge le loro aziende, ma faticano ad affrontarlo.

Boss stressato, team stressato, azienda stressata!

Nella mia esperienza di supporto ai leader, ho osservato che spesso sottovalutano i loro livelli di stress o non sono disposti a chiedere aiuto per la paura di apparire deboli. Tanti di loro non riuscendo ad affrontare il proprio stress, lo proiettano sui collaboratori con conseguenze quali: clima teso, sfiducia, irritabilità, micro-management, bassa capacità decisionale, mancato sviluppo delle competenze, disorganizzazione, etc.

Quando un ambiente lavorativo è incline allo stress, si deve assolutamente considerare l’aggravio di costi che ne deriva.

Di seguito alcuni modi con cui i leader trasmettono il loro stress all’ambiente lavorativo.

1. Mancanza di trasparenza. Come leader, prendi decine di decisioni ogni giorno di diverso grado d’importanza. Far sapere ai tuoi team cosa sta succedendo dietro le quinte li coinvolgerà, e aiuterà i dipendenti a sentirsi più impegnati negli obiettivi generali della tua azienda. Quando tutto è segreto, corri il rischio che si sentano poco importanti. Pianificare aggiornamenti periodici può fare miracoli, grazie ad un impegno stimolante.

2. Nessun percorso di carriera. Ogni dipendente della tua azienda sa cosa c’è all’orizzonte per quanto riguarda la sua carriera? Se la risposta è no, questo è un problema. Non avere un percorso di carriera chiaramente definito può far sentire i dipendenti inutili o poco apprezzati. Questo non significa che tutti fanno carriera, ma che tutti devono avere una opportunità, proporzionata al loro ruolo. Allo stesso modo, ricevere un feedback migliorativo e sapere il motivo per cui un lavoratore non si merita un premio, lo aiuterà a migliorare, a crescere professionalmente o a cambiare.

3. Aspettative non realistiche. Sognare in grande è bello e fa bene, un detto infatti dice “mira alla luna, se la manchi sarai sempre tra le stelle“. Avere degli obiettivi ben formati è un’altra cosa. Quando ci sono, se non sono realistici può essere un problema, perché sentirsi sempre sconfitti peggiora la motivazione e perciò l’impegno.

4. Ambiente lavorativo inadeguato. Questo non significa avere necessariamente tavolo da ping pong, scrivanie eleganti e tutto gratis, ma almeno evitare il sovraffollamento e considerare che se l’ambiente è ordinato, si lavora meglio. Sfruttare i vantaggi della tecnologia permette di risparmiare risorse e migliorare la produttività.

5. Punizioni. Nessuno è perfetto, errare è umano, e l’errore deve essere considerato “parte integrante del processo di apprendimento”. Punire e scaricare le tensioni su chi fa errori, e magari non gravi, può aumentare stress e frustrazione generale. Allo stesso tempo usare più metri di giudizio alimenta sfiducia nelle capacità di comando. Lavorare sulla prevenzione, sui controlli incrociati e sull’impostazione di parametri chiari e condivisi è importante per mantenere il team unito ed evitare che i dipendenti vivano nel timore di essere puniti per non aver fatto tutto al primo tentativo.

6. Non chiedere mai il loro parere. I collaboratori sono una miniera d’oro d’informazioni preziose. Assicurati che abbiano uno spazio sicuro per dire il loro parere. Se ti portano un problema, chiedi la loro idea di soluzione, vedrai che impareranno a risolverli e a prevenirli da soli. Ascoltali, interessati al loro parere, scoprirai un mondo diverso.

QUANDO LO STRESS E’ DIFFUSO

Lo stress può essere definito anche un virus, una malattia contagiosa. La facile trasmissibilità dello stress è supportata non solo dagli studi sul contagio emotivo, ma anche dall’elemento più organizzativo dello “shared stress”, che spiega le situazioni in cui un lavoratore non riesce a finire il proprio compito, e questa mancanza va a ricadere anche sulla mansione di un altro lavoratore, contribuendo pertanto a diffondere stress o a influenzare negativamente il clima aziendale. Manager e professionisti dovrebbero pianificare e organizzare molto bene il lavoro in modo che lo stress non si trasmetta eccessivamente in azienda.

In questa ottica è importante che il leader comprenda il livello di stress dei propri collaboratori/subordinati, per evitare che le mancanze di qualcuno vadano a pesare troppo sugli altri. Un membro dello staff che non riesce a svolgere il suo lavoro può rappresentare un problema che danneggia la prestazione dell’intero gruppo. Appare quindi essenziale riflettere su quanto il leader sia in grado di riconoscere lo stress dei propri collaboratori/subordinati.

Un leader che non riconosce lo stress dei propri dipendenti può automaticamente generare malessere in quanto metterà probabilmente in atto uno stile e dei comportamenti poco consoni e non completamente appropriati. L’incapacità di capire lo stress dei propri collaboratori può generare forte insoddisfazione e stress a catena (la fonte di stress per un soggetto diventa con il tempo fonte di stress anche per un altro soggetto) e quindi contribuire alla diffusione a macchia d’olio di disagio nell’organizzazione.

 

Alcuni spunti di riflessione:

Quali sono le fonti del mio stress? Cosa posso fare, diversamente e in autonomia, per alleviarlo?

Quali sistemi di supporto mi offrono la massima assistenza nella gestione dello stress?

In tema di Stress Management, sono un modello da imitare oppure no?

Come leader, cosa posso fare per aiutare gli altri a gestire il loro stress?

Contatti: www.matteorocca.com/contatti



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