IDENTIKIT DEL COACHEE

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Mi è venuto il desiderio di scrivere queste righe dopo aver letto di recente un interessantissimo ma soprattutto utilissimo articolo “Identikit del coaching e dei coach” (ringrazio Alessandro LoRusso per l’ispirazione). Più leggevo, più mi rendevo conto di quanto fossero necessarie quelle informazioni per la scelta di un coach. Capire il metodo, capire l’etica professionale di un coach, capire l’approccio realistico e onesto del percorso, capire l’importanza dell’esperienza e della preparazione del coach… tutto indispensabile per poter scegliere in modo consapevole e ben informato il coach ideale per te! Tutte informazioni fondamentali per il successo di un percorso quindi per il raggiungimento degli obiettivi. Poi ho riflettuto … ma il coaching si basa su una relazione (IO OK -TU OK), è fatto di domande, di ascolto di feed-back … quindi coinvolge due interlocutori e, come in un matrimonio, non può essere la colpa o il merito di uno solo.

Inoltre…

Quando decidi di intraprendere un percorso di coaching, il coach ti informa:  dipenderà tutto da TE, farai tutto TU, sarà la TUA forza, la TUA motivazione, il TUO potenziale che renderà possibile quello che desideri.  Il coach sarà al TUO fianco, ti guiderà per diventare consapevole, per capire chi sei veramente e che cose straordinarie sei capace di fare. Ti seguirà nell’attuazione del TUO piano di azioni, ma sei TU che compirai il duro lavoro di far diventare realtà il sogno.

Così ho deciso di aggiungere un altro identikit: quello del cliente cioè del COACHEE.

Non ho sotto mano i risultati di una ricerca come mi sarebbe piaciuto da vero sociologo e ricercatore… ma ho la convinzione che la maggior parte dei percorsi di coaching che sono falliti o che sono durati troppo a lungo, hanno come spiegazione non l’assenza di un buon coach ma di un buon coachee. Perché, cari lettori, io credo veramente che sarebbe utile sapere anche cosa deve fare un buon coachee per assicurarsi il raggiungimento dell’obiettivo. Ne sono talmente convinta che penso si possano anche fornire per iscritto questi consigli ai coachee prima di iniziare il percorso di coaching.

In attesa di altri suggerimenti dai miei colleghi coach, vi elenco di seguito le caratteristiche del coachee ideale, che io (come coach e coachee) ho identificato fino ad ora.

SII PUNTUALE

Non arrivare mai in ritardo alle sessioni. Il tempo che hai perso, non sarà recuperato. Ma non perché il coach abbia in mente “il tempo è denaro”! Ma perché fa parte di un processo di responsabilizzazione tua, di renderti autonomo e di capire l’importanza del percorso che stai facendo (CAR – consapevolezza, autonomia e responsabilità).

SII “CON-CENTRATO”

Per rispetto, del lavoro che state facendo, per il coach, ma soprattutto per te e per il significato che ha per te questa esperienza, concentrati al massimo durante le sessioni. Se dovessi scegliere tu la location, opta per un posto più silenzioso possibile, dove non c’è il rischio di essere interrotti. Spegni i telefoni, computer o altri dispositivi che ti possano distrarre. Per la durata della sessione (circa un’oretta) dedica la tua massima e totale attenzione e concentrazione.

SII PREPARATO

Soprattutto nell’ambito business, è frequente che il coachee si presenti all’ultimo momento, col fiatone, appena uscito da una riunione, pronto per entrare in un’altra, dicendo: “allora, dove eravamo rimasti l’altra volta?”. Eh, no! Devi sapere dove eravamo rimasti, perché tu ci hai riflettuto d’allora. Ti sei fatto delle domande: “quali sono le conclusioni dell’ultima sessione? che cosa ho capito? ho raggiunto l’obiettivo che mi ero proposto in quella sessione? che cosa voglio ottenere da questa sessione? quanto è importante per me? che cosa sono disposto a fare per raggiungere questo obiettivo? quali sono i miei sentimenti in merito?”. Molti coach, oltre ad invitare alla riflessione, danno anche dei “compiti” tra le sessioni sia nell’ambito della riflessione sia nell’ambito dell’allenamento di varie potenzialità. Non vedere i cosiddetti compiti come una cosa in più da fare nella tua agenda già troppo impegnativa. Ti consiglio di considerarli come una grande opportunità, come un grande aiuto, come uno strumento indispensabile che ti è stato regalato.

SII RIFLESSIVO

Non aspettare la prossima sessione per riflettere su quello che è venuto fuori l’ultima volta, sugli aspetti che possano essere collegati, sul tuo impegno, su cosa e su chi puoi contare in questo percorso oltre al coach. Mi sento di consigliare la programmazione di un tempo nella tua agenda dedicato appositamente alla riflessione post-sessione. Giorno, ora e durata. E rispettalo a tutti i costi!

SII MOTIVATO

Riflettici con onesta anche sulle tue motivazioni. Scegli cose che veramente desideri, per le quali sei veramente disposto a metterti in gioco, impegnare risorse. Pensa a come ti farebbero sentire queste cose se le avessi già nella tua vita. O come sarebbe la tua vita senza di esse.

SII TRASPARENTE

È essenziale per il raggiungimento dell’obiettivo e per una durata ragionevole del percorso di coaching. Non avere paura di dire tutto ciò che pensi e senti, tutto ciò che hai dentro o che vedi fuori. Tutto ciò che hai sentito con le orecchie, visto con gli occhi e percepito con il cuore. Nessuno ti giudica. Il coach è il tuo alleato, ti ha accettato cosi come sei, incondizionatamente, il tuo obiettivo è diventato anche il suo obiettivo. Non ha mai nessun pregiudizio, ascolta solo te, per lui è importante quello che TU gli stai dicendo.

SII CONFIDENTE

Prima di tutto, ogni coach ti accoglie in una relazione basata sulla fiducia, autenticità, empatia, integrità e ascolto. Una volta che hai scelto il tuo coach, avete stabilito un rapporto e degli obiettivi da raggiungere, devi fidarti di lui completamente. La fiducia incondizionata deve essere reciproca. Qui ribadisco la trasparenza e la sincerità nel racconto; aggiungo la fermezza nel chiarire quando si ha dei dubbi; la certezza che non si venga giudicati per nessuna azione o opinione; la fiducia che il coach ti accompagni in un percorso che porterà al raggiungimento dell’obiettivo anche se al momento non è evidente il come; il fidarsi anche nei momenti di feed-back scomodi o quando ti porta fuori dalla tua zona di confort.

SII ONESTO

È principalmente una questione che concerne i percorsi business o sport (ma non esclusivamente), in cui il coachee non è anche il committente. In questi casi l’obiettivo è stato fissato dall’azienda o dalla squadra, e condiviso con il coachee. La condivisione deve essere autentica, sincera e totale. Altrimenti, come si fa ad ottenere una cosa in cui non si crede? Non avere paura ad essere onesto con il coach ed esprimere il tuo punto di vista, come vedi tu l’obiettivo. Non è detto che sia incompatibile con le esigenze aziendali e sarebbe un’opportunità di rivedere e ridefinire un obiettivo comune e quindi raggiungibile. Queste sono anche vere occasioni per dimostrare coraggio e originalità, che i tuoi superiori sicuramente apprezzeranno.

SII AMBIZIOSO

L’obiettivo deve essere rilevante, vantaggioso, stimolante…ambizioso! Per motivare, per generare desiderio di mettersi in gioco, per accettare sacrifici e dedicare risorse, cerca di fissare degli obiettivi stimolanti. Approfitta del sostegno inestimabile del coach per raggiungere obiettivi davvero audaci.

SII GRATO

Apprezza questa esperienza e cerca di sfruttare al massimo i benefici. Pensa che non tutti abbiano l’opportunità di avere al loro fianco un coach che li sostiene, dedicato a loro al cento per cento, che ha “sposato” i loro obiettivi. Pensa a quanto sei fortunato a vivere questa esperienza, e sfrutta con interesse, concentrazione e preparazione ogni secondo di ogni sessione.

In poche parole, sii:
S   traordinario

M otivato

A  mbizioso

R  iflessivo

T  rasparente



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Questo post ha 2 commenti

  1. Daniela Stancu on marzo 18, 2015 at 13:43 Rispondi

    Grazie, è utilissimo confrontarsi sugli aspetti metodologici. Infatti, ogni giorno e ad ogni percorso mi rendo conto di quanto sia importante questa fase per l’efficacia del percorso e per il raggiungimento degli obiettivi. Necessita davvero di un’attenzione particolare. In poche parole, bisogna partire col piede giusto :) !

  2. Carlo Bartolomeo Novaro on marzo 18, 2015 at 13:04 Rispondi

    Concordo pienamente con quello che hai scritto. Ed in effetti è la “cigliegina sulla torta” che ogni coach vorrebbe avere in una relazione professionale con il suo cliente.
    La relazione e l’accordo di collaborazione sono appunto le questioni centrali, senza le quali il percorso di coaching rischia di fallire miseramente.
    In quest’ambito, nella sessione “zero”, ancor prima di stabilire appunto l’accordo di collaborazione o contratto, ritengo che sia fondamentale comprendere a priori se vi sia un’ effettiva armonia tra il metodo e le necessità del cliente e se vi siano i presupposti per la realizzazione del suo obiettivo.
    Credo anche io come te che prima di definire chiaramente i diritti, i ruoli e le responsabilità di ciascuna delle parti sia a priori importante capire se l’obiettivo che vuole raggiungere il cliente sia veramente importante ed urgente (automotivazione), quanto sia il coachee disposto ad impegnarsi per raggiungerlo (volontà e impegno), quanto sia convinto il cliente che l’obiettivo sia concreto e raggiungibile (senso di autoefficacia).
    Detto ciò, quello che voglio sottolineare è che la fase di “incoming” necessita di un protocollo ben articolato, che vale la pena di approfondire per poter gettare basi solide nella relazione di coaching.

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