il Coach può avere un’ anima

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Oggi sarà un po’ per moda  o per vocazione il tema dell’ anima  ( lo sguardo all’ interno del profondo  personale) è oggetto di  dibattito da parte di sociologi dai psicologi  fisici dai coach e altri ancora.

Si afferma a  volte….  quell’ allenatore o  quel giocatore, quel leader, è l’ anima di una  squadra vincente  o di un movimento che ha seguito ,anche se tecnicamente non si può affermare con certezza che quel determinato capitano  sia il più  preparato di un gruppo, di una corrente di pensiero di un movimento  e cosi via.

Gli aspetti dell’anima hanno a che fare secondo molti studiosi affermati quali Hillman Jung Erickson con le risorse interiori personali, definite dalla psicanalisi analitica, a seconda dei contesti, come inconscio, simbolismo individuale e collettivo o come  trance   magnetismo e ipnosi da altri, compresi gli studiosi della Programmazione Neurolinguistica.

Il mondo materiale è solo  una  parte apparentemente razionale dell’ agire umano  ed è rappresentato da una funzione in parte psichico-cognitiva   e consapevole che è rappresentata  dalla coscienza individuale , la conoscenza scientifica, la capacità imprenditoriale e decisionale,  lo svolgimento delle mansioni lavorative, la gestione domestica e dell’economia  per citarne alcuni aspetti.

Nell’ inconscio si ritrovano elementi creativi a volte  caotici e che necessitano sicuramente analisi ed elaborazione( anche nelle persone definite sane) e   che la mente non sempre può controllare e indirizzare verso obiettivi e  risultati certi convenienti.

Materiali elaborati dall’ inconscio possono essere  soluzioni improvvise a problemi irrisolti di lungo periodo, il ricordo dei sogni notturni, i sogni ad occhi aperti diurni,i ricordi dell’ infanzia, lo stato di trance durante gli  impegni lavorativi e quotidiani,la concentrazione mentale e fisica , momenti di vuoto mentale che altri che studiosi  meglio di me possono spiegare.

Fare un viaggio nel proprio inconscio richiede coraggio impegno e  lavoro su se stessi e condividere se questo è possibile il percorso con altri viaggiatori interessati ad esplorare nuovi  sentieri comuni.

Alcuni strumenti sono rappresentati da tecniche creative, il milton model nella PNL, le submodalità (sensazioni cinestesiche visive auditive) l’ espressione teatrale, la musica specialmente quella classica, i libri sullo sviluppo personale la fisica quantistica, i gruppi d’ ascolto, il contatto con la natura, la danza e il disegno il dedicarsi all’ agricoltura biodinamica e all’ apicoltura secondo i principi di Rudolf Steiner se questo è possibile  e ascoltare persone diverse da noi stessi.

Tutto questo è facile scriverlo ma volte, nella vita quotidiana è difficile da realizzare, forse ritagliare un piccolo spazio di tempo  per fare delle cose per noi e per altri attiva quello che Jung considerava in definiva individuazione se stessi  e dell’  inconscio collettivo.

 

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