Il lavoro della Ghianda

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Amo la connessione tra corpo, natura e respiro.

Amo ritagliarmi appositamente del tempo per andare nei boschi, respirarne il profumo a pieni polmoni.

 

Sono sempre stata in profonda connessione con il verde e tutto quello che si collega fisicamente ad esso: le montagne, i pini, il bosco.

 

Mi fanno stare bene, mi aiutano a ripristinare la centratura quando vacilla.

Perché si, anche noi Coach siamo umani, ed anche la nostra centratura vacilla ogni tanto: anche la mia.

 

Quando non ho il tempo materiale di andar per boschi, scelgo di camminare intorno a casa: fortunatamente abito in una zona poco trafficata e circondata dal verde.

Rebecca, mia figlia sei enne, mi accompagna di buon grado, e quando la stagione è propizia, sceglie sempre di raccogliere pigne, bacche, ghiande, per poi poter ricreare anche casa un po’ di natura tramite la Land Art “prêt-à-porter”.

 

Ogni qual volta andiamo a raccogliere le ghiande, la connessione con la teoria di Hillmann si ravviva in me.

Ognuno di noi viene alla luce con una precisa impronta, una specie di vocazione che, prima da bambini e poi da adulti, ci accompagna per tutta la vita.

 

Ancor prima di Hillmann, la teoria della ghianda venne ideata da Platone, dal mito di Er: prima della nascita, l’anima di ognuno sceglie una sorta di disegno da vivere sulla Terra, un Daimon, che è unico per ognuno di noi e come tale caratterizza tutti gli aspetti della nostra unicità.

 

Tuttavia, una volta nati, dimentichiamo il disegno – solo il Daimon ci aiuterà a ricordare il nostro dipinto, ciò che siamo profondamente destinati a divenire.

Ma per riconnetterci con il Daimon, cosa serve?

 

Allenamento.

Allineare la nostra vita verso la potenzialità che essa ci riserva.

Guardare i fatti da un’altra prospettiva.

 

Così come la ghianda ha già dentro di sé la quercia che è destinata a diventare, noi possediamo nel nostro profondo tutto ciò che ci occorre per divenire ciò che siamo e che vogliamo divenire.

 

Il nostro talento innato, che possiamo chiamare anche fato, Daimon od attitudine… è lì, nonostante i condizionamenti esterni ed interni (convinzioni) possano influenzarci… è lì. Dentro di noi.

Possiamo scoprire la nostra vera natura per realizzarci.

Riscoprire i nostri Talenti e potenziarli è la prima parte del lavoro: nutrire i nostri talenti con applicazione, dedizione, impegno e perseveranza è la seconda, forse più difficile.

 

Il lavoro del Coach, il mio lavoro, è quello di aiutare il Coachee a guidarlo verso quello che il Coachee è già destinato ad essere: Sé Stesso, un essere prezioso ed unico, con il Suo Posto in questo pazzo mondo.

Il lavoro della Ghianda è quello di ricordarci, e ricordarMI sempre, che ognuno di noi ha dentro di sé le risorse e le competenze per diventare una meravigliosa e maestosa Quercia.



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