Il linguaggio Giraffa – la semplificazione della Comunicazione in assenza di giudizio

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Il linguaggio Giraffa – la semplificazione della Comunicazione in assenza di giudizio

 

La prima volta che sentii parlare di CNV fu’ nel 2012, e tutto mi suonò strano e forzato, in un certo qual modo.

 

Dopo quasi 10 anni di studio e di pratica, nel quotidiano, di pedagogia bianca e di comunicazione empatica, mi trovo a pensare come “strano” fosse il non mettere in pratica la CNV in pratica fin dall’inizio.

 

Nel 2016 nacque mia figlia, Rebecca, cresciuta fino ad oggi a “pane e comunicazione non violenta”, come amiamo dire sempre – ed ancora oggi risulta “strano” questo modo di approcciarsi alle richieste ed ai bisogni delle persone, rispetto alla modalità certo più assertiva e “violenta” a cui siamo abituati, soprattutto nell’ambito del business e della docenza.

 

Uscire dallo sterile schema “io decido, tu esegui” è difficile, non entrare nel giudizio, ancora di più.

 

Come sempre serve ALLENAMENTO e voglia (tanta) di mettersi in discussione sul piano personale e sul piano emotivo.

Ma entriamo nel vivo del linguaggio giraffa, che prevede l’OSBR:

 

O – OSSERVAZIONE

S – SENTIMENTO

B – BISOGNO

R – RICHIESTA

 

La comunicazione non violenta parte dal presupposto che una conversazione, od un fatto, deve essere visto come se fosse registrato da una videocamera, nel pieno dell’assenza del giudizio.

 

Il giudizio è nelle orecchie di chi ascolta, e viene messo in campo dalle nostre più arcaiche convinzioni, perpetrate per generazioni, ove “se ho subito un esperienza X, è sicuramente dovuto ad  Y” – e tante volte pensiamo ancora che il “dovuto ad Y” si possa sostituire con “è colpa di Y”.

Dove Y può essere una persona, piuttosto che una circostanza.

 

Dopo l’osservazione degli eventi in assenza di giudizio, vi è IL SENTIMENTO.

Quell’emozione reale, profonda, viscerale, che ci fa’ alzare gli occhi e dire “come mi sento veramente rispetto a questo fatto od a questa affermazione?

 

Qual è il mio reale bisogno dietro a questo sentimento?

Ed attenzione, parliamo di BISOGNO, non di desiderio.

 

Un bisogno è un bisogno primario, anch’esso senza giudizio.

Il bisogno per esempio di bere se si ha sete, di essere rispettati, di sentirsi amati.

 

Come posso elaborare, alla fine di questo percorso, la mia richiesta, sempre in assenza di giudizio?

Semplice (difficilissimo): allenamento e cuore.

 

Cuore e respiro profondo, cosciente.

Di cosa ho bisogno nella mia vita per stare bene?

Per sentirmi amata?

 

IO, per prima, mi amo? Mi rispetto?

Metto i miei bisogni al primo posto, per essere più empatica prima di tutto verso me stessa?

 

Con questa osservazione empatica alle spalle, formulare una richiesta in assenza di giudizio sarà non solo più facile, ma anche più efficiente, eco-logica ed ego-logica.

 

In un mondo nel quale spesso la comunicazione tende ad essere violenta perché vince il “fare”, la comunicazione non violenta si pone l’obiettivo primario del pensare, ragionare, FERMARSI e respirare.

 

Soprattutto nel mondo commerciale della vendita, piuttosto che nelle nostre scuole, vige la regola muta dell’allineamento, dell’essere tutti uguali, super produttivi, giudicanti in primo step verso noi stessi.

Ecco, cosa accade veramente quando abbandoniamo il giudizio?

Se non abbandoniamo il giudizio primario verso noi stessi, come possiamo pensare di non attuarlo anche con le persone con cui ci interfacciamo nel quotidiano, o con le situazioni magari spiacevoli che ci capitano quotidianamente?

 

Vale per i Manager, vale per i genitori, per gli insegnanti.

Come posso io, Mamma, essere empatica ed utilizzare il linguaggio giraffa verso mia figlia, se in primis non metto a terra la tecnica del non giudizio verso me stessa?

 

La CNV, attuata da sempre da parte del Coach verso il Coachee tramite gli occhiali del Coaching, può essere un utile strumento per iniziare ad utilizzare di più il pensiero laterale, anziché rimanere aggrovigliati nelle nostre convinzioni limitanti.

 

E fidatevi… una volta che si comincia, si sta talmente bene che risulterà difficile abbandonare questa tecnica!



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