La chiarezza controproducente!

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crepa

La mia camera da letto è colma di libri; se non trovo una soluzione a breve, dovrò dormire nel divano! I miei figli l’hanno battezzata “la biblioteca di casa” e  hanno inventato “il gioco del prestito”. 

Ieri mia figlia mi ha chiesto in prestito questo libro: “L’isola del Tonal” di Carlos Castaneda, incuriosita forse, dallo strano uccello raffigurato nella copertina.

Anche io per gioco, ho aperto a caso il libro e ho letto la seguente citazione:

Chiunque vuole diventare un vero guerriero nella vita deve affrontare quattro nemici. Uno di loro è la paura. Uno di loro è la chiarezza. Uno di loro è il potere e uno di loro è la vecchiaia.

Questa frase è rimbalzata nella mia mente per le ore successive.

Mi è ben chiaro che la paura, può creare blocchi; il potere può rallentare la creatività; la vecchiaia porta ad un decadimento sia fisico che mentale.

Ma la chiarezza,  perché è un nemico??

Come coach ho sempre pensato che la chiarezza fosse fondamentale. Sono entrata nel dubbio. Questo dubbio mi ha aperto la porta della curiosità e della riflessione.

Ho cominciato a ricercare cosa intendesse dire il maestro indiano Yagui, conosciuto con il nome di Don Juan.

Egli afferma:

La chiarezza! Quello stato mentale, così difficile da ottenere, dissolve la paura, ma allo stesso tempo acceca. Consente all’uomo di non mettersi mai in discussione. Gli fa credere di poter fare tutto ciò che desidera, perché vede le cose con chiarezza. L’uomo è coraggioso perché è lucido, e non si ferma davanti a niente. Ma è un errore, manca qualcosa. Se l’uomo cede a questo finto potere, soccomberà al suo secondo nemico e brancolerà sulla via verso la conoscenza. Si affretterà quando dovrà essere paziente, o sarà paziente quando dovrà affrettarsi, e andrà avanti così finché non sarà più in grado di imparare nulla.

Ma certo che si!

Ho forse confuso un aspetto importante.

La chiarezza è importante, ma non fondamentale. La consapevolezza è fondamentale. 

E’ sicuramente necessario avere chiarezza su ciò che vogliamo fare o essere, ma è fondamentale essere consapevoli che questa chiarezza può avere delle incrinature. Anzi sicuramente le possiede.

Come afferma Leonard Cohen:

C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da li che entra la luce.

Se la chiarezza diventa una convinzione, atrofizza la nostra capacità di imparare e di crescere. Se crediamo di avere già chiaro tutto quello che ci serve, smettiamo di porci domande, e quando la luce penetrerà attraverso la crepa ci spaventerà e avremo perso un’ occasione.

Consapevolezza si, chiarezza solo in parte! :-)

 

 

 

 



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Questo post ha 6 commenti

  1. Massimo Sorrentino on novembre 16, 2013 at 14:32 Rispondi

    Complimenti Cristina !….il limite della chiarezza e’ la vita stessa….

  2. Mauro Sangion on novembre 1, 2013 at 18:45 Rispondi

    Grazie Cristina!
    Mi ha colpito in maniera importante il passaggio di Don Juan: “La chiarezza! … Consente all’uomo di non mettersi mai in discussione. …”
    Molte volte ci capita di di dire “voglio/devo fare chiarezza …”; ed è un passaggio fondamentale in un cammino verso la la nostra felicità. Certo ciò che è chiaro oggi può non esserlo domani, perché qualcosa cambia, perché noi stessi cambiamo! Forse la consapevolezza appunto del divenire, del cambiamento continuo dell’ambiente, delle persone e di noi stessi è il faro che ci avvisa di verificare e aggiornare costantemente le mostre verità, le nostre sicurezze, … di controllare il nostro approdo … Per non perdere la rotta!

  3. Antonella Frigato on ottobre 27, 2013 at 21:52 Rispondi

    Davvero sempre illuminanti i tuoi articoli.
    E’ per me sorprendente scoprire ogni volta come, tra luce e buio, quello che davvero esiste è solo la luce.
    Il buio è un’illusione della mente.
    Cosa succede se da una casa buia apro una finestra? Entra la luce.
    e al buio cosa accade? Il buio scompare.
    Quello che davvero esiste non può scomparire. Solo le illusioni, per nostra fortuna svaniscono.
    Anche questa è consapevolezza.
    Grazie Cristina

  4. Franco Rossi on ottobre 27, 2013 at 09:56 Rispondi

    … molto interessante questa tua riflessione Cristina.
    Mi viene da pensare – parlando in questo caso del coach – che la chiarezza se non condivisa rimane un sapere autoreferenziale che potrebbe nuocere alla relazione funzionalmente disorientata. E’ invece la chiarezza condivisa, ovvero la con-sapevolezza la via da seguire nel percorso di accompagnamento del nostro cliente.

  5. Laura De Sio on ottobre 27, 2013 at 07:57 Rispondi

    Mi viene in mente l’elegante che viene mangiato a pezzi. Le cose grandi si spezzettano e si affrontano pezzo per pezzo. Così la chiarezza della e sulla nostra vita. Non può che essere a breve raggio, graduale. La grande chiarezza , la totale e costante chiarezza annulla scoperta, scelta ed errore e ,quindi ,eccellenza, mirando alla perfezione. Ti ringrazio per le tue parole

  6. Antonio Cecere on ottobre 25, 2013 at 19:32 Rispondi

    Cristina, davvero grazie per questa riflessione che ci hai portato a fare.
    Mi viene da pensare ad una strategia intermedia, dove l’azione è si calibrata nella chiarezza mentale ma che periodicamente venga eseguito un assessment per rimettersi in discussione/ricalibrare la strategia/obiettivo e quindi poter accedere a nuovi fonti.

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