La mappa delle emozioni: uno strumento in più per il coach

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Mi sento opprimere il petto oppure Ho il cuore spezzato oppure Sento un brivido lungo la schiena … e ancora… Mi prudono le mani e sento bollire le guance … quante volte le abbiamo sentite dire e/o dette per meglio descrivere ciò che stavamo provando :) Da oggi assumono un significato letterale!

Un gruppo di ricercatori finlandesi presso Università di Tampere e l’Università di Aalto hanno dato una collocazione corporea alle nostre emozioni che è risultata essere universale, cioè indipendente dal background culturale delle persone.

fig1

Circa 700 gli individui coinvolti nello studio (1) che ha portato alla identificazione di precisi distretti corporei dove si percepiscono alcuni stati emotivi quali rabbia, positività, paura, dolore.

Numerosi studi avevano fin ad ora stabilito che il sistema delle emozioni ci preparano ad affrontare i cambiamenti dell’ambiente esterno grazie alle attivazioni del sistema cardio-cicolatrio, muscolo-scheletrico, neuro-endocrino e del sistema nervoso autonomo. Prima intuizione del legame tra emozioni e stato del corpo.

Oggi Le emozioni possono essere rappresentate nel sistema somato-sensoriale come mappe somatotopiche culturalmente universali. Tali mappe sono un interessante strumento, validato dalla comunità scientifica, che il coach ha a disposizione per l’ascolto attivo-efficace-paziente ed interessato che lo porta a quel disorientamento positivo (che tanto spaventa i coach alle prime armi!) che permette la piena intesa con il coachee.

E L Berne parla di posizioni relazionali secondo l’analisi transazionale, definite come il valore che ogni persona attribuisce a sè stessa, agli altri e alla propria relazione con loro. Da ciò 4 sono le posizioni fondamentali:

relazione con se stessi
Io sono OK
Io non sono OK

e relazione con l’altro
Tu sei OK
Tu non sei OK.

I possibili abbinamenti sono +/+; +/-; -/+; -/-

Ciascuna combinazione genera uno stato emotivo: rabbia, paura, positività, ansia, dolore ….
Esattamente quelle che troviamo geograficamente collocate nel copro umano secondo quanto indicato dalla figura.

Alla luce di ciò come coach affinchè la relazione sia funzionale all’efficacia del coaching, assumiamo una posizione relazionale positiva e di fiducia sia in sé che nel coachee.

Ma c’è di più….. al di la di quanto ci viene restituito dai canali della comunicazione umana, come coach alla luce del nuovo studio, abbiamo le basi medico-scientifiche per raccogliere ancora più informazioni dal racconto del coachee. Siamo in grado in base alle sue descrizioni, di capire quale stato d’animo, quale emozione sta provando.
Le mappe sono espressione del modo che abbiamo per adattare i nostri stati mentali e corporei ai cambiamenti dell’ambiente intorno a noi.

Strettissimo è il legame mente-corpo ed estremamente interessante che gli stati emotivi sono associati con stati mentali specifici e definiti. Altrettanto specifici e definiti sono gli schemi corporei culturalmente universali. Questo suggerisce che le emozioni hanno basi biologiche ed evoluzionistiche.

Dunque uno strumento in più nel coaching: la mappa delle sensazioni.

Io la userò!

Fonte: Le Scienze

Bibliografia:
1. Nummenmaa L., Glerean E., Hari R. and Heitane JK. Bodily maps of emoticons. PNAS, 2013



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