La salute in un secchio

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Come Nutrition Coach mi piace fare una chiacchierata su concetti noti sicuramente, ma … proposti in modo originale!

Parliamo sempre più spesso di salute, malattie, nutrizione, stile di vita e siamo sempre più spaventati da studi epidemiologici che riportano dati di morte e percentuali di incidenza per patologie cronico degenerative nella popolazione mondiale…. ma cosa facciamo?

Proviamo a pensare alla nostra salute come l’acqua contenuta in un secchio… Il secchio, una immagine evocativa di un tempo passato che ora riportiamo alla luce in una suggestiva quanto originale lettura di salute come anche suggerito simpaticamente dal dottor chiropratico Thomas E Rigel. Numerosi sono gli gli spunti di riflessione per capire e per fare qualcosa. Direi dunque per AGIRE e non reagire!

Rigel parla di salute come di acqua all’interno di un recipiente che deve essere mantenuto dal proprietario sempre colmo. Solo così saremo in uno stato di salute, cioè di benessere psicologico, fisico e sociale. A me piace parlare di Mindfulness ma ci torneremo presto….

Nel secchio si possono formare dei buchi, delle falle e allora il liquido comincia a perdersi, cioè la salute comincia ad andarsene.

Chi sono i responsabili dei buchi? Cosa sono i buchi? Queste le prime domande…

L’invecchiamento e alcuni fattori ereditari sono proprio i buchi che impediscono al secchio di rimanere colmo.

Cattive abitudini – quali sedentarietà, fumo di sigaretta, abuso di alcol, scarso riposo notturno – stati di ansia e/o stress anch’essi concorrono ad aumentare il numero delle falle. Ed infine non sono da trascurare gli effetti di traumi, dell’abuso di farmaci, dell’inquinamento ambientale e della cattiva alimentazione in particolare quando questa è ricca di additivi e altre sostanze chimiche. Tutto ciò è responsabile del depauperamento progressivo del contenuto del recipiente: la salute.

Chi pensa a mantenere il livello dell’acqua sempre alto?

Troppo spesso deleghiamo ad altri il mantenimento del livello. Ben altro ci vuole…..
Individualmente dobbiamo occuparci e preoccuparci che il secchio sia sempre colmo grazie ad uno stile di vita corretto, una alimentazione consapevolmente sana, scelte edotte nonché mantenendo una buona lumosity celebrale.

In tale ottica si rilegge anche il concetto di malattia e di farmaco. La malattia va intesa come uno scarso livello di acqua nel secchio fino alla mancanza completa. Nessuno si può permettere perdite che non riesce a rimpiazzare alla stessa velocità. Quando i livelli sono critici si arriva all’intervento chirurgico e/o alle terapie farmacologiche. Proprio quest’ultime le possiamo definire come cerotti!

secchio

Dunque…. se curiamo un’infezione con un antibiotico non dobbiamo pensare che quest’ultimo ci abbia guarito e/o abbia aggiunto acqua al secchio quanto piuttosto il cerotto – l’antibiotico – ha rallentato la perdita di salute, inibendo l’incremento di batteri e lasciandoci un tempo sufficiente per recuperare un buon livello di salute. Il cerotto è stato, in questo caso, un rimedio a breve termine.

Ma c’è dell’altro…. se durante la nostra vita lasciamo drenare costantemente l’acqua, il secchio rimarrà vuoto…. Dunque non è la malattia “a farci fuori” perché ci ha attaccato senza preavviso, quanto piuttosto siamo stati noi che nel corso della vita abbiamo impoverito e svuotato il nostro secchio.

Si sottolinea così l’importanza delle tre macro-aree d’incidenza sulla salute: nutrizionestile di vita e lumosity celebrale. A mio modo di vedere – ciascuno di noi consapevolmente e con determinazione deve – grazie a piani d’azione autodeterminati – mantenere il proprio stato di salute.

Che il nostro/vostro secchio, dunque, sia sempre colmo!



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Questo post ha 1 commento

  1. giosuè on gennaio 24, 2014 at 01:35 Rispondi

    bello questo concetto

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