L’arte di essere liberi, davvero

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morteanima

Oggi pensavo alla libertà, quella vera, quella che nessuna potrà mai toglierci: la libertà del pensiero.

La nostra testa è il nostro piccolo mondo, possiamo renderlo un meraviglioso paradiso o un terribile inferno, nostra è la scelta e la responsabilità. Ho solo 23 anni e ho conosciuto il coaching un paio di anni fa perchè ero arrivato al punto di non sopportare più niente nella mia vita: ero infelice, non avevo amici, non una persona con cui parlare, zero autostima. Me ne stavo semplicemente li ad accusare tutto e tutti di quanto fossero cattivi. Vedevo il mondo in modo cupo, come un postaccio in cui dover sopravvivere e allora cercavo di essere perfetto, sempre a cercare di non deludere mai nessuno e nel fare questo, ne rimanevo puntualmente deluso. Quella notte non dormii, capii che qualcosa doveva cambiare in me, dall’interno. Decisi di aiutarmi da solo, anche perchè non avrei potuto contare su nessuno. Ero molto timido e introverso, non parlavo quasi mai, neanche con i miei genitori.

Non decisi subito di diventare coach, a quel tempo non sapevo nemmeno che esistesse una simile professione. Presi un libro a caso di PNL e iniziai a spulciarlo, volevo cambiare davvero. Non so come ho fatto, e non ha nemmeno importanza, ma un giorno dopo qualche settimana mi accorsi come ciò che chiamavo “problemi” fino a poco tempo fa, in realtà non mi importavano più per davvero. Non intendo dire che si erano magicamente risolti. Le situazioni erano identiche a prima, ma semplicemente non ci stavo più male. In quel momento mi sentii veramente libero, non avevo pensieri, ero felice esattamente con niente: non avevo soldi, non avevo amici, non avevo nulla di nulla ma non mi importava, ero finalmente felice con ciò che avevo. Ero libero dai miei problemi e dai miei pregiudizi. Non mi accusavo più, non mi arrabbiavo più e accettai il fatto di essere un umano e mi andava bene così.

Sapete, molte persone si costruiscono un manicomio dentro la loro testa, per questo prima o poi impazziscono! Si fanno un sacco di problemi, pregiudizi, paranoie, regole, film mentali insensati, si incavolano per cose inutili e cercano di essere importanti a tutti i costi anche prevaricando sugli altri. Molte persone criticano tutto e tutti e passano le giornate a lamentarsi di ogni cosa. Non importa cosa hanno di bello nella loro vita, sicuramente trovano il modo di star comunque male.

Io mi chiedo, non è stupido tutto questo?

Si tratta di far funzionare le cose in modo corretto nella vostra testa. Molti clienti si siedono li, davanti a me e iniziano a lamentarsi di come è orribile e triste la loro vita e di cosa vorrebbero ottenere di diverso nel loro lavoro, nei loro affetti o nel loro sport. Ma io non li aiuto fino a quando non iniziano ad apprezzare quello che hanno e si assumono la responsabilità della qualità del loro pensiero. Sono poco ortodosso con i miei clienti, non faccio molti giri di parole, voglio attuare in loro un cambiamento positivo senza girarci troppo attorno.

Dico loro di stare zitti e smetterla di farsi queste paranoie, a volte gli serve solo questo. Inizio a farli riflettere e li rendo liberi dai loro pensieri nocivi, dai loro schemi mentali e dai loro problemi. Quando si sentono più sollevati e responsabili di ciò che circola nel loro cervello allora inizio a parlare di obiettivi, goal setting, action plan e tutto il resto.

Mi prendo sempre la briga di far smettere all’istante i miei clienti di parlarsi in un certo modo, di autocommiserarsi e rimproverarsi.

Per me libertà vuol dire essere padroni del proprio cervello, avere l’abilità e l’astuzia di crearsi immagini positive e parlarsi in modo elegante e gentile. Vuol dire accettare i propri sbagli, i propri errori e i propri difetti imparando da essi senza starci male. Vuol dire mettersi in uno stato d’animo positivo facendosi scivolare addosso le situazioni negative senza arrabbiarsi, criticare e lamentarsi per queste. Una volta liberi e capaci di far funzionare bene la chimica dentro il proprio cervello allora si può pensare di raggiungere nuovi risultati.

Voi, quanto vi sentite liberi?

Maurizio.



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