Lo scrigno della creatività

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scrigno

Reduce dal corso zen proposto da Incoaching.

Ho lasciato appositamente trascorre qualche giorno prima di esprimermi, per assimilare al meglio tutto ciò che ho appreso. Il corso mi ha smosso, ha dato una scossa alla mia creatività.

Lo scrigno della creatività è il risultato della mia attenzione sul seguente koan:

Una tazza di tè

Nan-in, un maestro giapponese dell’era Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.

Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare.

Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. «È ricolma. Non ce n’entra più!».

«Come questa tazza,» disse Nan-in «tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?».

Come faccio ad accompagnare il “mio” coachee se prima non svuoto la mia testa dalle mie interpretazioni soggettive, dai miei giudizi, dalle mie teorie, dalle miei ipotesi e conclusioni? E il coachee come fa a risolvere una crisi di autogoverno se la sua testa è ricolma anch’essa di tutto ciò?

Nella sessione di coaching tutto ciò che riempe la nostra “tazza”, atrofizza la  creatività.

Quando stiamo valutando con il nostro coachee le alternative alla risoluzione di un determinato problema, dobbiamo essere liberi e dare l’opportunità di libertà anche a lui. Non esistono delle alternative giuste, esistono solo infinite possibilità. La quantità delle alternative, in questa fase diviene più importante della qualità e della realizzazione concreta di esse. L’attuabilità dell’alternative verrà vista in seguito. Ora è il momento di dare sfogo alla creatività. Più opzioni vengono scritte, più opportunità e strade si aprano davanti al nostro coachee.

E poi?

Da questa vasta ricchezza di alternative creative, accompagneremo il nostro coachee alla scelta per lui più congrua per quel determinato problema o per quella specifica situazione.

Ma tutte le altre alternative dove le mettiamo? Cestinare opzioni intrinseche di immenso potenziale è da insensati.

Ecco, che entra in gioco lo scrigno della creatività:

La creatività prende ciò che le serve e lascia ciò che al momento non ritiene opportuno, ma potrebbe servire in seguito. All’interno dello scrigno possiamo introdurre tutte le alternative, motivazioni, stimoli che il nostro coachee ha scartato. La creatività agisce per associazioni, unioni singolari, connessioni in apparenza differenti. Quanto potrebbe essere utile questo scrigno in un futuro? Alternative che oggi sembrano inaccessibili, impraticabili, in un futuro possono divenire fattibili, realizzabili, semplici. queste opzioni inizialmente scartate e custodite nello scrigno possono essere l’inizio di un ulteriore processo creativo.

 

Qualsiasi cosa sia la creatività, è una parte nella soluzione di un problema.

Brian AldissBury My Heart at W.H. Smith’s, 1990

 

 



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Questo post ha 2 commenti

  1. Antonio Cecere on ottobre 11, 2013 at 00:21 Rispondi

    Una riflessione molto utile la tua, Cristina, che mi ha fatto focalizzare sull’importanza della fase di “creazione” delle opzioni a favore della possibilità di scelta. Da “io devo” a “io posso”… grazie!

  2. Antonella Frigato on ottobre 10, 2013 at 19:55 Rispondi

    Hei Cristina,
    Grazie per questo tuo prezioso scrigno
    sarà di grande utilità per tutti coloro che vorranno aprirlo,
    insieme alla loro mente;-)

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