Il Marketing del Coaching

1 Comment »
Novità di Coaching!
Sei un Imprenditore o Manager e hai obiettivi ambiziosi? Un Business Coach professionista può esserti utile! Clicca qui
  
Condividi con i tuoi amici

Il Marketing del Coaching

Il concetto di Marketing è ampio, variegato e colorato di mille sfumature, soprattutto per quanto riguarda l’attività di Personal Branding per la quale molti Professionisti, concentrati sui contenuti della propria attività, non brillano in modo sufficientemente efficace.

Il Personal Branding, o Marketing di se stessi, è un’attività promozionale tramite la quale il Professionista, quindi anche il Coach, ha la possibilità di farsi conoscere differenziandosi, mettendo in evidenza ciò che lo rende specifico e più attraente di altri sul piano di risultati a fronte di un investimento proposto a potenziali Clienti.

Attraverso questa divulgazione di immagine e contenuti, tesi a creare una percezione di efficacia e vantaggio, in cambio di una retribuzione, il Coach convoglia l’interesse delle persone appartenenti ad uno specifico mercato target di riferimento o anche a più di uno: imprenditori e manager, professionisti, sportivi. Ma anche a persone che hanno necessità di acquisire un’impostazione e un’attitudine volte alla pianificazione e alla creazione di strategia per il raggiungimento di obiettivi specifici, precisi, misurabili e coerenti con le effettive possibilità della persona e soprattutto delle sue effettive energie e tensioni emozionali.

Praticando questo genere di attività promozionale occorre in prima istanza a me Coach, non cadere preda di alcune trappole che possono trasformarsi in limiti insormontabili, producendo convinzioni autolimitanti difficili da rimuovere.

Per esempio, convincendomi che alle persone interessi ciò che io come Coach propongo, potrei rimanere deluso nel constatare, più lucidamente, che i potenziali utilizzatori di questo servizio non conoscono nemmeno la mia esistenza.

Oppure pensando presuntuosamente che ciò che offro io, attraverso le mie tecniche di Coaching, non lo si può trovare da nessun’altra parte.

O magari cullandomi nella giustificazione che comunque, al di là della mia bravura, non è possibile fare nulla perché “le persone o cambiano da sole o non c’è possibilità di migliorarle”…

O addirittura pensando che le capacità, la cultura, le abilità magari oggettive e verificabili, possano rendere non necessaria l’attività promozionale, posizionandomi nella famosa fascia del “è un prodotto che si vende da solo”.

Attraverso la conoscenza e la comprensione del nostro sistema interno di energie, possiamo capire come queste convinzioni siano più o meno radicate in noi, anche in funzione del gioco emozionale che in modo permanente costruisce il nostro racconto interiore, che noi prendiamo come riferimento, modello “Oracolo di Delfi”.

Una chiara esplicitazione progressiva di questi comportamenti mentali possiamo trovarla nella “Scala di Argyris” la quale mette in evidenza come le nostre azioni vengano direttamente determinate da una iniziale registrazione di dati, o input, che strada facendo si trasformano in sensazioni e interpretazioni, fino a produrre un vero e proprio stato fisico e, dunque, ad attivare uno stato emotivo. Questo insieme di circostanze darà poi luogo a giudizi, valori e, di conseguenza, a conclusioni sulle quali poggeremo le motivazioni/giustificazioni del nostro agire.

Che il Coaching intervenga su questa tipologia di situazioni, le quali come sappiamo sono considerate le principali fonti di riferimento per comprendere la potenza delle situazioni autolimitanti che agiscono dentro di noi, per chi sta leggendo quest’articolo è certamente noto.

Ciò che potrebbe essere meno conosciuta, tuttavia, è la possibilità di intervenire nel risignificare il meccanismo citato, utilizzando uno strumento specifico d’indagine che permetta di fare una “mappa” del modus operandi della persona, supportandola poi nel “colorare” intenzionalmente le azioni che lo porteranno a realizzare risultati nei diversi ambiti della propria cornice di vita.

Questa opportunità di mappatura ci viene offerta dal Modello Insights Discovery il quale, prendendo come riferimento le Funzioni razionali e irrazionali di Carl G. Jung, le utilizza come punti cardinali di un modo di essere e di reagire, di prendere decisioni e mettere in campo azioni che producono risultati e condizioni di vita, privata o professionale, coerenti con il proprio Profilo.

Si tratta dunque di comprendere se stessi, capire da cosa siamo spinti nel decidere di fare o non fare e di come farlo. Di espandere gli altri aspetti della nostra persona utilizzando un’intenzionalità e una operatività per pianificare e mettere in campo azioni molto concrete, frutto di una strategia ideata, pianificata e visualizzata, che ci porteranno a produrre effetti diversi nelle dimensioni multiple e variegate delle nostre vite, che richiedono una abilità specifica attraverso l’utilizzo di tools specifici. L’ultra citata “cassetta degli attrezzi”, in ambito formativo, è più che mai necessaria lungo un percorso di realizzazione di strategie precise per il raggiungimento di obiettivi misurabili.

Lo strumento Insights Discovery, del quale si sta parlando, offre quindi una “fotografia”, un punto di partenza al Coach e al Coachee e, contemporaneamente, una strumentazione adeguata sia di tipo interpretativo sia operativa. Attraverso la descrizione del Profilo, l’Evaluator permette alla persona di riconoscersi, di creare e alimentare un nuovo sistema significante relativamente ai passaggi importanti della propria vita e ai traguardi raggiunti o persi. Un sistema che, tuttavia, risulta applicabile anche nella quotidianità e nelle relazioni familiari o professionali, nel loro minimalismo meno eclatante ma che incide in modo diretto sugli aspetti motivazionali, sulle piccole o grandi strategie che più o meno consapevolmente la persona agisce durante le proprie giornate nel tentativo di ottenere risultati e raggiungere obiettivi, per i quali fino a quel momento ha in modo eccessivo attribuito la causa al destino o al comportamento che le altre persone hanno avuto nei suoi confronti.

Questo corredo di strumenti, offerto dal Modello Insights, può poi entrare in relazione con le diverse strumentazioni che il Coach abitualmente utilizza nel corso delle sessioni: dalla Ruota della Vita, di Anthony Robbins, alle diverse tecniche di Programmazione Neuro Linguistica (Ristrutturazione, Time line, ecc…).

Ogni area funzionale del quadro esperienziale della persona può essere espansa e gestita progettando e attuando precise “azioni colorate” che, in accordo con gli obiettivi parametrati definiti all’inizio del percorso di Coaching, producono risultati concreti misurabili con indicatori concordati con il Coachee.

Il Coach, tramite il recupero delle risorse legate alle quattro aree di energia della persona (Rosso, Giallo, Verde e Blu) e al mix che dà luogo alla tipologia individuale sulla Ruota Insights, fungerà da catalizzatore e da supporto nel superamento delle credenze autolimitanti dell’individuo il quale, espandendo progressivamente le proprie abilità nel passare, tramite atti di consapevolezza e volontà, dall’utilizzo di un’energia all’altra, potrà esplorare e far proprie nuove modalità di approccio allo stesso tipo di problematiche, risignificandole e vivendole come palestra evolutiva.

In questo modo il Coach, ponendosi in una dinamica propositiva e non impositiva, e riattivando risorse ed energie già presenti nella persona, la aiuterà ad utilizzare strategie e comportamenti, azioni concrete e visibili, adeguate ed efficaci nel raggiungimento di risultati che lei stessa ha individuato e considerati concretamente realizzabili. Il Modello Insights si propone quindi sì come strategia di lavoro concreto ma anche come strumento pratico prima di auto motivazione e pianificazione, poi come schema logico e funzionale di offerta commerciale che razionalizza in modo visibile un ritorno sull’investimento richiesto al Cliente, permettendogli in modo tangibile una visualizzazione su ciò che lui stesso sarà in grado di realizzare, nel proprio contesto di vita e professionale, attraverso la messa in campo di risorse che ha già al suo interno ma per l’utilizzo delle quali occorrevano una consapevolezza e una metodologia che le attivassero e permettessero alla persona di utilizzarle, in funzione di precisi obiettivi.



Potrebbe interessarti anche:



  
Condividi con i tuoi amici

Questo post ha 1 commento

  1. Antonella Frigato on settembre 16, 2013 at 21:22 Rispondi

    La passione e la sana curiosità del Coach verso il Coachee rendono questo percorso ancor più interessante.
    Grazie Girolamo per il tuo contributo e Benvenuto nel nostro portale ;-)

Lascia un commento

*
*