Mental coaching: dal fallimento alla prestazione di eccellenza

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Il percorso di coaching inizia con una falsa partenza. Un errore commesso che, a volte, può costare molto caro.

Quando non raggiungiamo i risultati previsti, significa che non ci siamo espressi al meglio. Nel momento opportuno, non abbiamo dato il massimo.

La nostra mente potrebbe esprimere il massimo del proprio potenziale ma, talvolta, fa difficoltà a superare alcuni blocchi e ad uscire da una visione limitante del problema, rimanendo invischiata in labirintici circoli viziosi che paiono senza via di uscita.

Il GAP esistente tra la nostra prestazione attuale e quella desiderata rappresenta la differenza tra ciò che abbiamo eseguito e quello che avremmo potuto fare se avessimo espresso tutto il nostro potenziale.

Con il coaching si lavora proprio per colmare quel GAP e massimizzare la performance in ambito sportivo, lavorativo e personale.

Per individuare il potenziale di crescita, dobbiamo quindi partire da una situazione fallimentare, chiedendoci:

“Che cosa non ha funzionato?”

Analizzare l’errore, anziché giudicarlo, diventando i migliori osservatori di se stessi: questo è il primo e più importante passo per trasformare i limiti in opportunità di crescita e miglioramento. Partendo dall’analisi della causa psicologica di un fallimento, si intraprende così il percorso di coaching, un viaggio di scoperta e sviluppo del proprio potenziale inespresso.

Una volta individuate le aree carenti da potenziare, inizia il lavoro di ottimizzazione attraverso un metodo operativo e concreto che permette di pensare ed agire in maniera coerente nella direzione del traguardo desiderato. Questa è la fase in cui si passa all’azione, la fase dedicata all’allenamento di quelle aree di miglioramento attraverso specifiche tecniche di coaching che mirano al raggiungimento dello stato mentale funzionale alla performance.

Coach e coachee percorrono dunque un tratto di strada insieme, una strada impervia fatta di barriere mentali da superare e blocchi emotivi da sciogliere.
Una volta consapevole dei propri meccanismi mentali, il coachee potrà portare in campo i suoi personali punti di forza ed utilizzare le energie in modo efficace per eseguire una prestazione di eccellenza.

Si tratta di rendere la mente la più fedele alleata.
Di farlo, nel minor tempo possibile.💯🥇

Di seguito un’articolo sul ruolo del mental coach e la sua importanza al fine della massimizzazione della performance.

https://www.ilgiorno.it/cronaca/jacobs-mental-coach-1.6654784



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