Nature Coaching: il coaching in connessione con la Natura

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Cosa è il Nature Coaching?

Ricercando sul web “Nature Coaching” si trovano una decina di pagine in cui compare questo termine, in riferimento di volta in volta a:

  1. sessioni di coaching svolte in ambiente naturale;
  2. esperienze di outdoor training o apprendimento esperienziale in ambiente naturale.

Ecco le mie riflessioni in merito:

  1. nel primo caso, la natura è considerata semplicemente nel suo aspetto bucolico / idilliaco capace di generare rilassamento e godimento estetico nel coachee attraverso suoni, profumi e panorami. È dimostrato da numerose ricerche scientifiche che questi aspetti impattano positivamente il nostro benessere, ma il ruolo assegnato alla natura è riduttivo rispetto al suo potenziale e al suo valore intrinseco (al di là della sua utilità cioè per l’uomo), e in questa prospettiva viene ancora concepita come esclusivamente al servizio dell’uomo.
  2. in entrambi i casi la natura è considerata mero contenitore e sfondo dell’esperienza, e non soggetto attivo, vivo e partecipe della relazione di coaching;
  3. in entrambi i casi il focus è esclusivamente sui benefici arrecati dalla natura alle persone;
  4. nel secondo caso, si usa il termine (forse più trendy) di coaching per riferirsi ad attività formative che con il coaching non hanno nulla a che spartire.

Per me il nature coaching è un approccio al coaching sviluppato in connessione con la natura (non cioè in semplice “presenza” della natura) e volto a restituire l’essere umano alla sua naturale capacità di prendersi cura di sé, degli altri esseri viventi, umani e non umani, e della terra, generando condizioni che aiutano e sostengono la vita sulla terra, per le generazioni a venire.

In particolare, nel mio modo di concepire e praticare il nature coaching:

  • La Natura è co-coach: il ruolo del coach in questo caso è appunto facilitare il dialogo del coachee con la propria natura interiore, attraverso la connessione con la natura fuori di sè.
  • L’ambiente naturale può costituire il setting, sia indoor (allestendo lo studio del coach con oggetti, piante, suoni, immagini e materiali naturali) sia outdoor (co-costruendo con lui la scelta del luogo in base  alle sue preferenze, alle sue necessità, alla stagione, all’accessibilità dei luoghi e al potenziale evocativo e tematico del luogo stesso).
  • Si utilizza quando opportuno un vocabolario e un immaginario nature-based.
  • Il risveglio dell’intelligenza somatica è alla base del processo di coaching, nella consapevolezza che è il corpo al centro dell’umano fare esperienza e dell’apprendere, dell’orientarsi e del comprendere, tessuto vivente dotato di intelligenza intrinseca. Risvegliando quindi l’intelligenza intrinseca del corpo, permettiamo al coachee di radicare lo sviluppo della propria consapevolezza dentro di sé, attivando la propria naturale bussola interna di auto-orientamento, potenziamento e crescita.
  • L’orizzonte ultimo della relazione di coaching è il recupero della consapevolezza della propria interconnessione e interdipendenza con il resto del mondo, sviluppando la propria responsabilizzazione in merito all’impatto che ogni nostra scelta (o non scelta) ha sul proprio ecosistema relazionale nel suo complesso.

Nel momento in cui il coachee porta i propri temi in una sessione di Nature Coaching, la natura diventa quindi fonte di ispirazione per le pratiche di work-in e work-out proposte dal coach per aiutare il coachee a sviluppare il proprio CARE® (nel modello del Coaching Evolutivo di INcoaching).

Al cuore del Nature coaching c’è dunque la riconessione del coachee con la Natura e attraverso di essa con la propria più autentica natura in termini di unicità personale, talento, competenze, risorse, idee, intuizioni, soluzioni, presenza e consapevolezza.

Perchè il mondo naturale riesca ad avere questo impatto sulla persona, non è sufficiente portare le sessioni di coaching all’aperto. Occorre che il coach faciliti nel coachee l’acquisizione di uno stato di presenza, osservazione, apertura e ascolto, nel quale sentirsi connesso con la Natura, la sua vita, la sua bellezza.

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Chi è il Nature Coach?

Il Nature Coach è quindi un tipo particolare di coach, che ha sviluppato questa capacità di sintonizzarsi con la natura anzitutto in se stesso, per poter riuscire a facilitarla poi nei propri clienti.

Sentirsi connessi con la Natura non è dire “ah che profumo questi fiorellini!” oppure “Ah che bel panorama”.

Quando sei veramente connesso con la Natura, cambia completamente il tuo modo di sentirti, di percepire gli altri e la tua sostanziale appartenenza alla terra. È un’esperienza che modifica il tuo stato di consapevolezza, ti fa vedere le cose da un nuovo punto di vista, più ampio, completo. In genere quando io entro in questo stato che definisco di “presenza aumentata“, mi sento più tranquilla, centrata, MOLTO in ascolto, molto gentile e rispettosa nei miei confronti e nei confronti degli altri. E mi vengono le migliori idee, le migliori soluzioni, i migliori insight. Così, smetto di dipendere dall’aiuto o dal consiglio altrui, e ritrovo in me quella capacità di orientamento e soluzione che fa parte della mia intelligenza naturale, in linea di continuità con l’intelligenza del mondo naturale e di tutti gli esseri viventi.

Innumerevoli ricerche scientifiche dagli anni ’80 ad oggi hanno dimostrato l’impatto positivo di esperienze a contatto con la Natura sul nostro benessere fisico e psicologico (puoi scaricare un elenco non esaustivo da questo link). In particolare, è dimostrato che immergersi nella natura permette di ottenere questi benefici:

  • armonizzazione dell’attività dei due emisferi cerebrali, con una migliore integrazione fra pensiero logico-analitico e creativo-emozionale
  • riduzione dello stress, dell’ansia e della depressione
  • aumento della forza del sistema immunitario
  • aumento della produzione di cellule Natural Killer (anticancro)
  • miglioramento dell’umore
  • migliore qualità relazionale (riduzione irritabilità e aggressività)
  • aumento della creatività, della capacità di problem solving e di visione d’insieme

Tutti questi effetti positivi si traducono nel miglioramento della capacità del coachee di affrontare le proprie difficoltà, sviluppando il proprio senso di autoefficacia, la propria consapevolezza e la propria responsabilizzazione.

Il coaching maieutico somatico

“Quello che fai dipende da quello che pensi.

Quello che pensi dipende da quello che senti.

Quindi in ultima analisi quello che fai dipende da quello che senti“.

[Diana Tedoldi]

Lo sviluppo della capacità del coachee di sentirsi, ascoltarsi, leggersi e sentirsi connesso all’interno di un sistema di relazioni che includono tutto il mondo vivente è un aspetto centrale nel Nature Coaching. Per questo il corpo, la sua sensibilità e la sua vita, è il cuore della metodologia del Nature Coaching, attraverso il coaching maieutico somatico.

“Abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici, basta solo ricordarcene, attivare la fiducia e rimetterlo in movimento.”

Maia Cornacchia

Alla base del Nature’s coaching c’è la sostanziale fiducia nella natura umana e nella nostra naturale capacità di orientarci fra le cose della vita, realizzare la nostra unicità e stare bene al mondo, che io chiamo “intelligenza primitiva”, i greci chiamavano “dàimon” e altri definiscono “genio nativo”.

“Fà ciò che sei. Questo è il significato che diamo alla parola èudaimonìa”.

– Franco Rossi.

Se il dàimon è quella parte di noi a metà fra l’umano e il divino che orienta la nostra auto-realizzazione verso la piena espressione del nostro potenziale, della nostra unicità e della nostra mòira, l’intelligenza primitiva è per me l’integrazione di:

  • Intelligenza somatica. E’ l’intelligenza naturale che appartiene al nostro organismo e al nostro cuore, quell’istinto, quel radar interno capace di guidarci e orientarci nelle cose della vita, costruito in 4 milioni di anni di evoluzione umana in relazione con la natura. L’intelligenza somatica (o organica) è la logica intima che governa il nostro sistema di processi vitali e corporei, nella continua ricerca delle migliori risposte agli stimoli della vita e dell’ambiente che ci circonda. Il suo scopo è permetterci di vivere e sopravvivere, di servire la nostra vita, quella degli altri esseri viventi e quella dell’ecosistema che ci permette di vivere.
  • Intelligenza collettiva. È l’intelligenza gruppale che si sviluppa quando più individui si mettono assieme, ed è costituita da quell’insieme di cognizioni, astrazioni ed esperienze archetipiche che fondano le relazioni fra esseri viventi. L’intelligenza collettiva ci orienta alla cooperazione, alla condivisione, al supporto reciproco, con il fine di portare avanti al meglio la vita della comunità. Ogni specie ha la propria intelligenza collettiva, legata alle esperienze archetipiche della propria specie: la vediamo all’opera nelle api e nelle termiti quando costruiscono alveari e nidi, negli uccelli quando volano in stormo, nei castori quando costruiscono dighe.
  • Intelligenza ecosistemica. È l’intelligenza che appartiene alla biosfera, intesa come sistema formato da esseri viventi in un dato ambiente naturale, dotato di intelligenza e capacità di autoregolazione, in continua evoluzione. Lo scopo di questa intelligenza è il mantenimento di condizioni idonee alla presenza della vita, attraverso meccanismi di regolazione dinamica che coinvolgono mari, oceani, atmosfera, crosta terrestre e tutte le altre componenti geofisiche del pianeta.

forest-coaching

La valigia di competenze del Nature Coach

Attraverso il coaching maieutico somatico e le pratiche di connessione con la natura, il Nature Coach aiuta quindi il coachee a sintonizzare questi tre tipi di intelligenza.

Perchè questo processo avvenga con efficacia, il  Nature Coach deve possedere una serie di competenze che si fondano sulla capacità di condurre una relazione di coaching, ma si allargano ad altri ambiti del sapere in modo interdisciplinare:

  1. Neuroscienze: per conoscere i fondamenti neuroscientifici del benessere personale, del cambiamento del comportamento, della formazione del mindset, dell’impatto di sonno, cibo, attività fisica e invecchiamento sul nostro benessere cerebrale (e quindi decisionale).
  2. System thinking: per orientare il coachee attraverso strumenti di conduzione del dialogo di coaching orientati a sviluppare consapevolezza sistemica dei propri accadimenti personali.
  3. Ecopsicologia: per conoscere l’impatto dell’ambiente naturale sulla psiche umana e integrare principi ecopsicologici nelle pratiche di work-in e work-out.
  4. Biomimicry: per conoscere i principi che governano l’evoluzione della vita sulla terra, e imparare a leggere le strategie che la natura impiega da miliardi di anni per risolvere problemi di ogni tipo, per facilitarne l’osservazione e il riconoscimento nel corso della relazione di coaching affinché il coachee possa poi leggerne la presenza o l’assenza nella propria vita e scoprire come utilizzarli per lo sviluppo del proprio potenziale.
  5. Maieutica: la base della relazione di coaching.
  6. Apprendimento esperienziale: perché il coach sappia accogliere l’esperienza del coachee per facilitare la sua capacità di riconoscere gli apprendimenti che vi sono insiti.
  7. Pratiche di attivazione dell’intelligenza somatica, focusing, zen, mindfulness e deep nature connection: per utilizzarle come work-in e work-out.

Dal 2019 è attivo il mio percorso di formazione per diventare Nature Coach e Forest Coach, con il preciso intento di diffondere più possibile le pratiche al cuore del Nature Coaching.

La mia missione è riconnettere le persone con la Natura, e con la propria più autentica natura.

Persone più connesse, centrate e allineate, sono anche esseri umani migliori, e cittadini migliori, che sanno e desiderano prendersi cura del nostro pianeta.

Perchè non c’è benessere per le persone senza benessere del pianeta, e oggi, tutti, abbiamo una grandissima responsabilità nei confronti delle future generazioni.

Cambiare la nostra percezione in merito all’impatto che abbiamo sulla Natura è urgente e importante, e il Nature Coaching è uno dei modi con cui coltivare questa consapevolezza.

 

Grazie della lettura!

E… per qualunque dubbio o domanda, mi puoi contattare dal mio sito web, QUI.

Ciao!

Diana Tedoldi

 

PS: se ti è piaciuto questo articolo, puoi scaricare il mio Ebook gratuito sul Nature Coaching da questo link. Buona lettura!

diana-tedoldi



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Questo post ha 2 commenti

  1. Diana Tedoldi on marzo 13, 2019 at 21:16 Rispondi

    Ciao Gianluigi, grazie per il tuo commento e per la risonanza su temi a me tanto cari! Sono felice di sentire la tua passione per la Natura. Domanda: cosa intendi quando dici “la risposta delle persone a questo tipo di coaching è un grande punto interrogativo.”?

  2. Gianluigi Puiè on marzo 13, 2019 at 10:22 Rispondi

    Ciao Diana,
    bell’articolo. Da essere umano, prima ancora che da coach, condivido pienamente le tue parole. E sulla base di questi presupposti, i prossimi seminari che farò si svolgeranno proprio in luoghi completamente immersi nel verde e carichi di energia, affinché i partecipanti possano usufruire della giusta ispirazione, andare a fondo nella scoperta di se stessi e far emergere valori, scopo, obiettivi e tanto altro.
    Sono contento di condividere con altri coach una certa filosofia di base, il che mi da ancora più forza e speranza di essere sulla strada giusta-. Anche se devo altresì ammettere che la risposta delle persone a questo tipo di coaching è un grande punto interrogativo.
    Speriamo di riuscire a vincere questa sfida…
    Chissà, magari un giorno ci vedremo al tuo corso sul nature coach. Intanto, scarico il tuo e-book gratuito.

    A presto

    in bocca al lupo

    Gianluigi

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