Prima di Volere

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Lo affermo subito.

Quella fetta di mondo che sa cosa vuole e come andarselo a prendere; che ha un buon controllo delle proprie paure, blocchi, emozioni; che sa sospendere il giudizio contro se stesso e le proprie scelte, NON legga questo articolo. Lo troverebbe noioso.

Detto ciò, è ormai evidente che mi rivolgo a tutti coloro che possono essere, in qualche modo, intimoriti, bloccati, persi, indecisi in merito al proprio cammino nel mondo ed al proprio Volere, in primis.

Oggi siamo tartassati da citazioni, quotes e coyrights che invocano – no – impongono il must  del voler essere positivi, voler sapere cosa si vuole, volersi bene, voler fare chiarezza, volere correre per fare-fare ed ottenere un risultato altrimenti c’è il nulla, voler avere tenacia, volere obiettivi a tutti a costi.

Volere volere… e se ci fosse qualcuno, da qualche parte, spaventato da tutto ciò? Qualcuno che si sente sovrastato dall’informazione? Che ha l’ansia di non essere all’altezza di tutto questo? Che non sa cosa farsene, insomma?

Va bene. Chapeau! a coloro ai quali risulta naturale avere obiettivi chiari e piani (A, B, C,D) definiti da mettere in campo.

Ma, sempre per quell’altra fetta di mondo, come si può tenere a bada l’ansia del volere e non risucire; del non sapere cosa volere? Del rispondere a doveri più che a voleri? Dello sperimentare che non sempre volere è potere? Come si fa a non mollare prima ancora di inziare?

fermi

 

 

 

 

 

Stando FERMI.

Fermarsi un passo prima Prima di Volere

Fermarsi per capire.

Il mio invito agli “atterriti dal volere” è di:

  • fermarsi per stare fermi. Respirare e chiedersi nulla. Darsi del tempo per fare nulla (anche 5 soli minuti al giorno). Siamo in molti a non sapere più, ed ignoriamo quanta ricchezza e quante possibilità possano comparire dal vuoto.
  • darsi tempo, per volersi bene. Come diceva Picasso “Io non cerco, trovo!”
  • immaginare chi piacerebbe diventare. Come vorrei essere?
  • cercare e dare forma ai propri valori. Cosa è veramente importante per me? Quali le mie priorità?
  • ricordarsi del significato che diamo alle cose che facciamo e viviamo per noi stessi e per gli altri. Come mi sento quando…?
  • sapere a cosa non vorremo mai e poi mai rinunciare. A cosa/chi non voglio rinunciare?
  • mettere in dubbio le proprie convinzioni. Perché sono convinto di ciò che mi dico?
  • sospendere il proprio giudizio. Non mi giudicherò, non mi autocensurerò anche qualora il mio desiderio non fosse quello che gli altri si aspettano da me.
  • pianificare. la prima azione…

(NB:Devo metterlo in punto elenco perché si possa ricordarne ogni singolo passaggio)

Risposto a queste domande e allineati alla nostra immagine di Noi, risulterà “normale”, naturale, quasi ovvio, capire cosa vogliamo!!!!!! Sorprendente ma vero. Può essere difficile ma è POSSIBILE.

Questo,  lo affermo in tutta coscienza, è ciò che fa il Coaching ed è ciò che io, come Coach,ho fatto mio nella  vita di tutti i giorni.

Sare fermi per trovare dentro noi stessi, passo dopo passo, quella energia che poi sarà il motore spontaneo del Volere.

Magari trattasi di un Volere che non sa tutto e subito ed è un Volere che segna la rotta ed il confine dei compromessi con se stesso.

E’ un Volere che non mette sempre al riparo da possibili errori ma ci dà la forza di imparare dagli stessi ed andare avanti.

Snoopy dice:”Ho imparato così tanto dai miei errori che sto pensando di continuare a farne”.

Questo Volereconsapevole crea Attenzione che porta con sé idee, energie, entusiasmo e voglia di mettersi in moto. Allora potenza e potere diventano automatici, scontati.

Semplicemente voglio ciò che faccio”.

Inoltre, che il volere sia un dovere o un’espressione del potere poco importa. Credo, tra l’altro, che, a questo punto del cammino, volere, dovere e potere coincidano!

Perché esprimere se stessi diventa un imperativo personale che ci porta a fare tutto ciò che è eticamente nelle nostre possibilità fare ed è sicuramente un primo passo verso la propria autostima, realizzazione, appagamento e dunque, in fondo, felicità.

 

NB: Quei punti elenco sono un percorso che possiamo scegliere per riappropriarci di noi stessi.



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Questo post ha 4 commenti

  1. Filippo Borsetti on gennaio 27, 2014 at 13:20 Rispondi

    Articolo ineccepibile sia nei contenuti che nella forma espositiva. Il punto nodale, come in ogni cosa nella vita ed ancor più importante di un percorso di formazione, è capire chi si è e dove si intende andare. Altrimenti non esistono strade corrette.

  2. CINZIA DONATI on novembre 26, 2013 at 09:53 Rispondi

    ho aperto il tuo post stamattina: pensieri profondi e soprattutto spunti per azioni. Sarà una giornata bellissima!
    grazie.

    • Laura De Sio on novembre 26, 2013 at 10:45 Rispondi

      Ciao!

      Cinzia grazie a te. Sapere che il mio post possa contribuire, anche in minima parte, alla tua giornata, fa della mia, una giornata di valore.
      Franco, le tue parole sono molto importanti per me. Te ne sono profondamente grata.
      “Voragini di pensiero” , espressione meravigliosamente potente, sono per fermare gli automatismi e porsi domande!

      Buona giornata a tutti!

  3. Franco Rossi on novembre 25, 2013 at 15:54 Rispondi

    …apri voragini di pensiero con questo tuo articolo, molto interessante come peraltro tutti quelli che hai pubblicato in questo portale. Grazie Laura!

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