Procrastiniamo o iniziamo ad ascoltarci

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Spesso si pensa che le capacità delle persone sono proporzionali alle informazioni che possono condividere con noi, che più dati si hanno, meglio si sceglie. Libri, persone esperte, consulenti, corsi, amici.. si cercano consigli e li si segue pensando che sarà quello il modo per trovar più facilmente la strada giusta.
E per certi versi è sicuramente vero, la conoscenza apre a scelte più consapevoli.. ma spesso diviene una gabbia, un labirinto da cui non è semplice veder l’uscita, la soluzione.

procrastiniamo o ci ascoltiamo?

 

Capita che prima di muoversi verso la direzione desiderata si pensi di dover “imparare a far le cose meglio”, “far ancora un po’ di esercizi……per diventar un po’ più bravi..”, ma il solo risultato che si ottiene è la procrastinazione di un momento che fa un po’ paura. E il tempo passa.. il momento passa.. tutto si muove , salvo noi che restiamo nella perennemente nella preparazione, in attesa del momento giusto.

La necessità di aver prima di muover un passo tutte le informazioni, invece di accorgersi che solo dopo che la prima azione verso la direzione scelta sarà fatta potranno arrivare le risposte utili al proseguimento dell’azione intrapresa….. e se si supera quel blocco, e si sposta l’attenzione dal controllo della situazione, e dalle informazioni “dal passato” alle informazioni nuove che si raccolgono dall’ambiente, si scopre che queste ultime sono quelle preziose da cui nuovamente muoversi.

In verità ci vuole un po’ di fiducia, e un pochino di metodo, per iniziare a camminare da soli. Ridurre il “rumore di fondo” di dati e suggerimenti dal mondo esterno, e soprattutto da quelli che riguardano un passato ormai “passato”.

Forse ogni tanto un po’ di tempo a immaginarsi come si vuol organizzare le cose, la vita, e creder che questo sia possibile. Spegnere gli accessi, e ascoltare.
Ascoltare chi? Beh… se stessi.

stefania catellono



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