Come scegliere un master in Coaching

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Il mercato del Coaching in Italia è in crescita ma si assiste al contempo a un momento di forte confusione e di frammentazione delle informazioni
Diventa quindi difficile – per coloro che vogliano avviarsi a questa professione – orientarsi in modo efficace nella scelta di una Scuola di Coaching. Basti pensare che secondo un censimento attuato da una nota rivista di settore, in Italia ci sono ben 103 scuole di Coaching!
Molte sono le scuole serie, ma ce ne sono molte interessate unicamente a “cavalcare” il business.

Allora in che modo è possibile valutare la competenza e la serietà di una scuola di coaching pereffettuare una scelta informata?

Bisognerebbe innanzitutto partire dalla chiarezza su “cos’è” e cosa “non è” il Coaching.

L’International Coach Federation (ICF) definisce il Coaching come “una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale”.
Il Coach è un PARTNER, non è un Guru; non ha soluzioni da proporre, ma supporta i clienti affinché possano individuare in modo autonomo e creativo le “proprie” soluzioni.

Un primo parametro che occorre prendere in considerazione, quindi, sono le competenze di coaching dei Coach docenti di una scuola. Aver ricoperto ruoli apicali in aziende, essere dei maghi del marketing o dei buoni comunicatori NON significa essere dei buoni COACH. E’ opportuno andare a verificare qual’è il curriculum e l’esperienza dei coach docenti. Da quanto tempo fanno coaching e con quali risultati, con quali certificazioni. Quanti allievi coach la scuola ha formato e in quanto tempo.

Qualsiasi scuola di coaching dovrebbe trasmettere il valore dell’apprendimento continuo (life long learning) motivato da passione e impegno. Diffidate invece da chi “vende” l’idea del successo facile e senza sforzo (disvalore della nostra epoca), ovvero l’illusione che in pochi giorni di corso si possa imparare tutto ed avviarsi ad una nuova professione con facili guadagni.

Come l’Allenatore Sportivo allena l’Atleta a diventare un Campione, così il Coach (Life o Business) allena la Persona a diventare un Campione nella sua vita e nella sua attività.
Un allenamento efficace richiede studio, impegno, applicazione, sudore, feedback costanti. Come tale si sviluppa solo lungo un arco temporale adeguato.

Diffidate dai corsi che durano una settimana! Ci vuole un tempo adeguato che permetta – a chi intraprende questo percorso – di interiorizzare le coachingskills, e di sperimentare su sé stessi il percorso.

Un altro aspetto da considerare è del tutto soggettivo: occorre sapere che cosa si sta cercando.

“Perchè voglio diventare Coach?”

Ponendosi questa domanda, si può scegliere la scuola che si sente più “nelle proprie corde”, e che meglio risponda alle proprie esigenze.

Un altro aspetto importante da considerare è: quanto spazio viene dato – nel corso – alla pratica e alla supervisione individuale degli allievi? Le competenze non si apprendono dalla teoria, ma facendo pratica e ricevendo feedback personalizzati che ti aiutino a “correggere il tiro”.

Last butnotleast una considerazione che vale per tutti i tipi di Professionisti

in OGNI PROFESSIONE ci sono operatori eccellenti, buoni, mediocri, pessimi: per saper distinguere gli uni dagli altri occorre sentire Persone che abbiano già seguito quella scuola. In tal senso video testimonianze, telefonate/mail di ex-allievi possono essere preziose e la loro assenza, viceversa, indicativa.

Periodicamente tengo – insieme a dei colleghi – delle videoconferenze gratuite sul Coaching evolutivo: sono delle esperienze coinvolgenti che aiutano a comprendere che cos’è questa disciplina e come fare a diventare un Coach evolutivo. Se sei interessato contattami



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