Scopri qual è il tuo stile di leadership e diventa un leader efficace

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Ci sono stili di leadership diversi ed ognuno presenta vantaggi e svantaggi: in questo articolo potrai scoprire chi è (e chi non è) un leader, quali sono le sue caratteristiche. Ti renderai conto che non esiste un modo di comportarsi sempre corretto e adeguato, riconoscerai qual è il tuo stile predominante e imparerai ad orientarti nelle sfide future.

In conclusione scoprirai quali sono le caratteristiche fondamentali di un leader davvero efficace.

 

INDICE

Chi è (e chi non è!) il leader

Esperto, manager o Leader?

Che tipo di leader sei? La teoria della leadership situazionale

1. Leader direttivo: “fai come dico io!”

2. Leader autorevole: “accompagnami in questo viaggio avventura”

3. Leader affiliativo: “le persone al primo posto”

4. Leader partecipativo: “che ne pensi?”

5. Leader coaching: “riprovaci ancora e migliorati”

6. Leader battistrada: “una performance d’eccellenza per raggiungere gli obiettivi”

Come essere un leader davvero efficace

 

Chi è (e chi non è!) il leader

Il termine “leader” ha origine dal verbo inglese to lead, che significa condurre, dirigere, guidare. Contestualmente il termine “condurre” deriva dal latino cum + ducere, cioè guidare assieme.

La leadership è indispensabile per l’imprenditore perché ogni organizzazione deve avere una direzione precisa. Il leader è colui che definisce la strategia per raggiungere gli obiettivi e che al tempo stesso motiva il gruppo ad agire nel modo appropriato.

Il leader è chi genera un seguito, la cui efficacia non deriva da un conferimento di poteri dall’alto, ma da un riconoscimento dal basso. Il leader è anche un motivatore, un punto di riferimento, un esempio.

In articoli precedenti ho scritto delle competenze base della leadership, delle abitudini del Top Leader e dell’importanza dell’intelligenza emotiva nel leader moderno.

In questo articolo voglio approfondire le caratteristiche, i vantaggi, gli svantaggi dei diversi stili di leadership e delineare le caratteristiche di una leadership efficace.

Il leader non è:

– il “figlio di…”: non basta essere designati o figli del capo, le persone seguono chi le ispira e chi porta risultati collettivi;

– “l’anziano“: l’età non dà automaticamente la leadership, non basta avere esperienza soprattutto oggi in cui i cambiamenti sono all’ordine del giorno;

– “colui che ha il titolo migliore o ne sa di più”: non c’è una laurea che ti fa diventare automaticamente leader, ma ci sono caratteristiche che puoi affinare, lavorando duramente e con costanza.

 

Esperto, manager o leader?

Un gruppo di lavoro può essere gestito in modo diverso e, a seconda della situazione e dell’obiettivo, si richiedono competenze ben distinte. Ci sono tre tipi di leadership correlati a tre figure fondamentali: l’esperto, il manager e il leader.

L’esperto è colui che ha un’elevata competenza professionale ed è portatore di un certo standard qualitativo. Trasferisce le conoscenze ai collaboratori e fornisce consulenze. E’ concentrato sul singolo aspetto, garantisce la qualità, di solito non gestisce il personale e prende autonomamente la maggior parte delle decisioni.

Il manager pianifica le fasi di lavoro, svolge compiti organizzativi, dà istruzioni, definisce obiettivi, elabora programmi, prende decisioni operative e controlla.

Il leader si concentra sui dipendenti, comunica, ispira e stimola fiducia. Trasmette una visione e dà al gruppo una prospettiva di lungo termine, allineando gli obiettivi collettivi e quelli dei singoli. Garantisce coesione interna, tutela il benessere di tutti e risveglia il potenziale esistente.

 

Che tipo di leader sei? La teoria della leadership situazionale

Nell’ambiente lavorativo lo stile della leadership ha un’importanza decisiva e contribuisce sensibilmente al buon risultato aziendale, perché influisce direttamente sulla motivazione dei collaboratori. I risultati migliori si ottengono quando i dipendenti sono soddisfatti, amano il proprio lavoro e lo fanno con passione.

Dal mio punto di vista ogni azienda ha bisogno di esperti del know-how, di buoni manager che sappiano gestire l’organizzazione, il business e soprattutto di leader efficaci per guidare il gruppo e promuovere iniziativa, innovazione e lo svolgimento dei piani prestabiliti.

La differenza tra management e leadership oggi appare meno netta che in passato. Certe volte può essere più importante amministrare e gestire, altre volte motivare e guidare le persone al raggiungimento degli obiettivi. Spesso, soprattutto nelle PMI, queste due figure tendono ad avere gli stessi compiti o sono incarnate dalla stessa persona.

“Il Manager fa e fa fare le cose nel modo giusto. Il Leader fa e fa fare le cose giuste”

Peter Drucker

In passato ci sono state diverse teorie sulla leadership, una di quelle maggiormente considerate è la Teoria della Leadership Situazionale elaborata negli anni ’70 da Blanchard, esperto di Management, e Hersey imprenditore scienziato comportamentista. Questa teoria è nota anche come “life-cycle theory”(Teoria del ciclo di vita della leadership) e sottolinea come la leadership si esplichi necessariamente in relazione a qualcuno e ad un contesto preciso. Le teorie precedenti, come il Modello Caratteriale e la Teoria Comportamentale avevano posto l’accento esclusivamente sulla figura del singolo leader.

“Non esiste un unico modo, migliore di tutti gli altri, per influenzare le persone. Lo stile di leadership che una persona dovrebbe utilizzare con gli individui o con i gruppi dipende dal livello di maturità delle persone che il leader sta tentando di influenzare”

 Hersey e Blanchard

La Teoria Situazionale afferma che uno stile di gestione delle relazioni giusto o sbagliato non esiste: ogni leader deve adottare un approccio diverso in circostanze diverse, sempre con l’obiettivo di rispettare la Mission e garantire il benessere del gruppo. Ogni stile è efficace solo se adeguato alla situazione contingente perciò il leader smart valuta le caratteristiche della situazione prima di agire. In questa ottica la capacità di saper diagnosticare la situazione e utilizzare stili differenti, rende efficace la relazione.

Secondo la teoria della leadership situazionale e in base agli studi realizzati, sono stati identificati 6 stili di leadership che vengono maggiormente utilizzati per stimolare, coinvolgere, motivare la prestazione del gruppo in modo efficace. Essi sono lo stile direttivo, autorevole, affiliativo, partecipativo, coaching e battistrada.

Scopriamo insieme le loro caratteristiche essenziali.

1. Leader direttivo: “fai come dico io!”

Ha le fondamenta nel fornire appunto direttive e non direzioni, con poco uso del dialogo. E’ il leader che prende le decisioni, gli altri eseguono. Non è detto che chi adotta questo stile di leadership abbia un carattere difficile o difficoltà a rapportarsi, ma semplicemente il contesto impone che certe scelte non siano in discussione.

Caratteristiche: dichiarazioni chiare e precise, distribuzione dei compiti, feedback correttivo e negativo, controllo rigido, uso di ammonimenti, richiami e ripercussioni per lavori non svolti secondo le aspettative. Non si perde tempo nelle discussioni e in lunghe spiegazioni, non è necessario il confronto. Necessita di un alto grado di assertività e di avere rispetto.

Vantaggiè efficace se applicato ai compiti semplici oppure in situazioni di emergenza, quando ci sono problemi se i collaboratori deviano dagli ordini ricevuti, oppure con dipendenti problematici. Va bene come extrema ratio, in situazioni eccezionali, quando tutte le altre azioni hanno avuto esito negativo e anche con collaboratori poco competenti e restii a concedersi.

Svantaggi: non tiene conto dei potenziali individuali, è meno efficace se applicato a compiti complessi, con il rischio di aumentare la conflittualità aziendale e alimentare tensioni, oppure con collaboratori motivati, capaci che finiscono per spazientirsi. Può peggiorare l’atmosfera di lavoro e demotivare.

2. Leader autorevole: “accompagnami in questo viaggio”

Il leader decide dove andare, ma fa attenzione alla indipendenza e alla libertà dei singoli, il suo focus è sul team. Fornisce strategie e direttive a lungo termine, si confronta sulla Vision del manager e stimola il dialogo. Ha a cuore il beneficio a lungo termine dell’organizzazione e delle persone, per questo motivo chiede loro grande impegno.

 Caratteristiche: monitoraggio delle prestazioni, condivide criteri precisi di valutazione, fornisce feedback positivo e migliorativo. Disponibilità a comunicare, incoraggiamento continuo a contribuire attivamente alla causa aziendale.

Vantaggiè efficace quando si cerca un nuovo orientamento e c’è necessità di una Vsion condivisa, quando il leader è un esperto, quando ci sono nuovi dipendenti che hanno bisogno di essere guidati e orientati. E’ una buona scelta in tempi di crisi, quando ci sono forti cambiamenti in atto oppure quando i dipendenti non vedono prospettive.

Svantaggi: è meno efficace quando il leader non coltiva lo sviluppo dei suoi collaboratori, quando non è credibile oppure se promuove un team che si autogestisce con processi decisionali partecipativi. A volte il raggiungimento degli obiettivi sembra secondario.

 

3. Leader affiliativo: “le persone al primo posto”

Questo stile è pensato per creare armonia nella squadra e necessita di molto tempo per la crescita delle relazioni interpersonali. Comunicare che le persone che lavorano in azienda vengono prima di tutto, anche del prodotto e servizio, fa ottenere un effetto positivo sull’ambiente di lavoro.

Caratteristiche: si costruisce una relazione aperta e franca, evitando discussioni e confronti sulle performance individuali. Presenza di empatia e di competenze sociali. Interazione frequente tra le persone, grande presenza e disponibilità del leader.

Vantaggiè efficace se adottato insieme ad altri stili, sopratutto quando è pensato per dare supporto personale oppure risolvere conflitti nei team. E’  OK se ci sono problemi nel gruppo oppure quando qualche dipendente ha bisogno di ascolto attivo. Garantisce un clima di lavoro sereno.

Svantaggi: non è efficace quando la prestazione del dipendente non è adeguata, in situazioni complesse o difficili che richiedono direttive chiare e controllo, quando i collaboratori sono orientati al compito e non al lavoro di squadra. In alcune situazioni rischia di essere troppo poco deciso.

4. Leader partecipativo: “che ne pensi?”

Il leader partecipa al lavoro dei collaboratori, fornisce supporto e incoraggia, ma solo in caso di necessità. Questo stile è orientato alla creazione di nuove idee nei collaboratori e a generare impegno in dipendenti coinvolti e considerati alla pari. Ciò crea un’atmosfera positiva a lungo termine perché le persone affrontano gli incarichi con maggior responsabilità.

Caratteristiche: si fonda sulla capacità di auto-gestione dei dipendenti e anche sulla loro abilità di risolvere i conflitti in autonomia. Numerosi incontri, ascolto attivo, riconoscimento di prestazioni adeguate, pochi feedback migliorativi. Responsabilità condivisa, rispetto, partecipazione e incoraggiamento ad esprimere la propria opinione. Coinvolge i dipendenti, aumenta la motivazione.

Vantaggiefficace quando ci sono collaboratori competenti che necessitano di coordinamento oppure quando il leader non ha le idee chiare sullo stile migliore.

Svantaggi: non efficace in situazioni di crisi o emergenza, quando c’è poco tempo per le riunioni, quando i dipendenti non sono competenti a sufficienza o esigono supervisione e controllo diretti. Alcune figure possono eccedere nell’elevarsi rispetto al gruppo, altre potrebbero trattenersi perché si valutano sotto la media. Lunghe discussioni prima di prendere decisioni, rischio di protagonismo o altre dinamiche di gruppo.

 

5. Leader coaching: “riprovaci ancora e migliorati”

Questo stile è orientato allo sviluppo a lungo termine dei dipendenti e alla loro autonomia. In questo modo il leader li aiuta ad essere consapevoli dei propri punti di forza e di debolezza. Se ha successo ogni dipendente, ha successo l’intera azienda.

Caratteristiche: si aiutano i collaboratori a stabilire un piano di sviluppo personale, si forniscono feedback migliorativi e una trasparente valutazione, considerando le aspirazioni di ognuno. Si elaborano strategie insieme, instaurando un rapporto di parità proseguendo obiettivi comuni. Utile quando il dipendente si trova in una crisi personale o vuole migliorare la sua formazione. Attenzione focalizzata sul singolo. Grande sensibilità alle esigenze individuali e forte libertà per sviluppare le potenzialità.

Vantaggiefficace quando i collaboratori avvertono margini di miglioramento e una prestazione attuale bassa rispetto alle potenzialità, quando sono orientati alla loro crescita professionale. Rafforza il legame tra i dipendenti.

Svantaggi: inefficace quando il leader non possiede le competenze e l’esperienza necessarie, quando i dipendenti necessitano di direttive oppure in situazioni di crisi. Possibilità di cadere nel paternalismo.

 

6. Leader battistrada: “una performance d’eccellenza per raggiungere gli obiettivi”

E’ orientato al conseguimento di obiettivi con alti livelli di eccellenza, portando il proprio esempio e proponendosi come modello da seguire. Per contro questo stile presenta difficoltà nella delega e nella collaborazione con i colleghi.

Caratteristiche: carenza di dipendenti, progetti importanti con poco tempo a disposizione; il leader si esprime al massimo delle sue capacità altrimenti perde credibilità e rispetto. Si richiede il massimo impegno ai dipendenti.

Vantaggiè efficace quando i dipendenti sono motivati e competenti oppure quando il leader è chiamato a organizzare figure molto professionali, quando è fondamentale ottenere risultati di alto livello in breve tempo. Efficace solo per brevi fasi, sovraccarica alcuni dipendenti.

Svantaggi: inefficace quando il leader non è in grado di fare tutto autonomamente o quando i collaboratori necessitano di essere diretti, coordinati dal punto di vista professionale. Può essere facilmente demotivante.

 

Come essere un leader davvero efficace

Un leader davvero efficace sviluppa le sue potenzialità su tre livelli: la persona, il rapporto con i collaboratori e il contesto ambientale. Il leader efficace è colui che sa, sa fare e sa essere e s’impegna a sviluppare questi tre ambiti di pari passo, sia riguardo alle proprie conoscenze che quelle dei suoi collaboratori.

Le caratteristiche più importanti per un leader davvero efficace sono: motivazione, controllo, autocritica, consapevolezza, pro-attività, ascolto attivo, empatia, carisma, intelligenza emotiva, saper ispirare, positività, equità, dare l’esempio, delega, comunicazione, visione, cultura, responsabilità, capacità decisionale, problem solving, innovazione, miglioramento continuo. 

Gli stili di leadership individuati dalla Teoria Situazionale della leadership si possono applicare a seconda dei contesti, delle esigenze e dei settori specifici in cui l’azienda si trova ad operare. E’ fondamentale valutare e ripensare spesso il proprio stile e, se necessario, allinearlo alla situazione. Un leader che sa utilizzare più stili con cognizione di causa è più flessibile e sicuramente più potenzialmente incisivo. L’efficacia del leader risiede proprio nell’abilità di adattare il proprio stile alle caratteristiche del gruppo, accompagnandolo nella crescita. Contrariamente uno stile solo porterà facilmente a problemi nel lungo periodo.

Consiglio pertanto di combinare almeno due stili, e adattarli alle esigenze della vostra azienda. La capacità del leader di valutare la maturità del gruppo determinerà la scelta dell’approccio migliore e il contestuale successo del lavoro. Si diventa efficaci con l’esperienza, coltivando la capacità di leggere la realtà complessa e formandosi con delle ottime competenze tecniche. O ti formi o ti fermi.

 

Ricordatevi sempre che il modo in cui gestite l’attività e le persone dovrebbe essere adatto a voi stessi come persona.

Siate aperti a nuove idee, ma rimanete sempre autentici. Buona leadership!

Cosa pensi a riguardo? E’ forse giunto il momento anche per te di coltivare le caratteristiche del leader efficace e imparare ad utilizzare stili differenti a seconda delle situazioni?

Scopri il mio percorso di Executive Coaching pensato per i leader di oggi.

 

3 spunti di riflessione

  1. Qual è il tuo stile di leadership? Ne utilizzi più di uno?
  2. Quali caratteristiche di un leader davvero efficace ritieni di avere?
  3. Cosa farai oggi per migliorare la tua leadership?

 

3 libri per approfondire l’argomento

  1. Paul Hersey e Kenneth Blanchard “Leadership situazionale” – Sperling & Kupfer Editori
  2. Maxwell e Merlini “Il nuovo One Minute Manager” – Sperling & Kupfer Editori
  3. Jo Owen “Le qualità dei leader” – ROI Edizioni

Se hai domande o vuoi condividere la tua esperienza Scrivimi



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