Sport coaching: un po’ di storia

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1537f3_74481e6a6e8a40788fb4ae87e273d823Il coach sportivo è un consulente privato che si occupa di affiancare gli atleti, supportandoli nella raggiunta del loro obiettivo, diminuendo le loro interferenze interne e sviluppandone le potenzialità interiori.

Gallwey, nato a San Francisco nel 1938, era il capitano dell’Harvard University Tennis Team. Nel 1970 apprese alcune tecniche di meditazione che gli permisero di migliorare i suoi poteri di concentrazione. In particolare notò come i suoi giocatori miglioravano di più quando faceva loro domande aperte invece di quando impartiva loro ordini su come fare le cose. Scoprì anche che i giocatori migliori, a differenza degli altri, si creavano delle particolari immagini inconsce, provavano sensazioni specifiche e il loro dialogo interno era diverso. Cambiando dunque le rappresentazioni interne, si vedevano miglioramenti sostanziali nelle performance.

Gallwey sosteneva che:

“In ogni sforzo umano sono due le arene coinvolte: quella esterna e quella interna. Il gioco esterno è giocato su un’arena esterna per superare ostacoli esterni e per raggiungere un obiettivo esterno. Il gioco interiore si svolge all’interno della mente del giocatore e si gioca contro ostacoli come paura, insicurezza, difficoltà di concentrazione, concetti limitati o presupposizioni . Il gioco interiore è giocato per superare gli ostacoli autoimposti che impediscono a un individuo o a un gruppo di accedere al loro pieno potenziale.
In termini semplici, il gioco può essere riassunto nella formula:
Performance = Potenziale – Interferenze (P = p – i)
Secondo questa formula, le prestazioni possono essere migliorate facendo aumentare il proprio potenziale (p) o diminuendo le interferenze (i).”

– Gallwey Tim –

Nel 1974 scrisse così il suo primo libro: “The inner game of tennis”, che riscosse subito un successo internazionale con milioni e milioni di copie vendute e di fatto gettò le basi a quello che è oggi lo sport coaching (da cui derivò successivamente anche il business coaching e il life coaching).

Da oltre 40 anni il suo rivoluzionario metodo di insegnamento e di sviluppo del potenziale interno viene applicato da numerosi coach professionisti alle prese con atleti di ogni genere di sport.

Una successiva ricerca condotta da David Hemery, fatta su 63 campioni di oltre 20 diversi sport, mise alla luce quanto la mente è coinvolta  nel processo sportivo e che importanza ha la sfera psicologica per questi campioni. Erano infatti tutti convinti che: “è tutto nella mente che si gioca”.  I top level vedevano dunque lo sport come un’amalgamazione di conoscenza tecnica/tattica, preparazione fisica e preparazione psicologica.

Ai giorni nostri, soprattutto le grandi squadre come Milan, Inter, Juventus e i grandi atleti come Federica Pellegrini, Valentino Rossi, Loris Reggiani e Jessica Rossi (ma ne potrei citare tantissimi altri), hanno un mental coach nel loro staff che da sostegno psicologico per superare i limiti interni ed essere sempre mentalmente pronti a dare il massimo.

Da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 il massimo, a che livello senti di avere la preparazione mentale necessaria?

Mentre sei alle prese con il tuo sport, o prima di una competizione cosa ti dici internamente? Che immagini ti crei? Che sensazioni provi?

Ci hai mai fatto caso?

Ponici l’attenzione e valuta se ciò che crei o ti dici ti da forza oppure ti limita in qualche modo. Come ti senti prima e dopo ogni gara?

Chi è il Coach Sportivo e cosa fa?

Il coach è un consulente privato che si occupa di affiancare gli atleti, supportandoli nella raggiunta del loro obiettivo. Motivandoli, spingendoli all’azione, sfidandoli a voler ottenere il massimo e aiutandoli a focalizzarsi sui metodi e i modi per raggiungere il loro traguardo in maniera veloce ed efficace.

In particolare il coach aiuta l’atleta su tre aspetti specifici che gli daranno modo di sviluppare il proprio potenziale:

  1. Scelta dell’obiettivo: il coach aiuta il cliente a far chiarezza su ciò che egli desidera realmente e a definirlo in maniera specifica;

  2. Risoluzione dei conflitti interiori: Il coach aiuta il cliente a superare le proprie interferenze, facendogli adottare una mentalità che supporta l’obiettivo;

  3. Scelta dei migliori strumenti: Il coach aiuta il cliente a selezionare i migliori esercizi mentali in relazione all’obiettivo per dar modo all’atleta di sviluppare la propria potenzialità. (vedi dualismo)

A che livello è il tuo “Inner game”?

Robert Dilts ne “Il manuale del coach”, evidenzia degli indicatori del fatto che l’inner game sta funzionando correttamente:

  • Consapevolezza di sè rispetto agli obiettivi;

  • Sensazione di sicurezza e assenza di ansia e di dubbi;

  • Nessuna paura di fallire;

  • Focus su di una ottima performance e di alto livello;

  • Il fatto che la performance si realizzi senza sforzo e senza doverci pensare.

“Proprio quando il gioco interiore e quello esteriore si muoveranno in modo sinergico, daranno vita a una performance eccellente” R. Dilts

Maurizio Desole- Allenatore mentale: Sport & Life coach
www.sportcoaching.wix.com/home



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