Storie Zen e Obiettivi

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Zen

Ad Ottobre parteciperò al corso di Zen Coaching proposto dalla scuola Incoaching. Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con colleghi che hanno partecipato al primo incontro e  la loro soddisfazione e il loro entusiasmo mi hanno dato l’input per iscrivermi.

Ho letto il libro di Robert M. Pirsig ” Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, la mia conoscenza dello Zen si ferma qui! Si fermava qui, a dir la verità. Negli ultimi giorni ho cercato di istruirmi e ho fatto qualche ricerca in internet. Ho trovato una vastità di materiale su cui iniziare a lavorare. Mi sono soffermata sulle “Storie Zen”.

Eccone una:

Un giovane, ma scrupoloso studente, si avvicinò al suo Maestro di meditazione e gli domandò:
“Se lavoro duramente e mi applico con diligenza, quanto impiegherò a realizzare lo Zen?”

Il Maestro rifletté sulla domanda, ed infine rispose: “Dieci anni”.

Lo studente allora disse: “Ma se mi applico molto, molto duramente, e mi sforzo veramente al massimo per imparare velocemente, quanto tempo?”

Il Maestro rispose: “Bene, allora vent’anni”.

“Ma se veramente mi impegno con ogni mia forza, quanto tempo?” Insistette il discepolo.

“Allora trent’anni” replicò il Maestro.

“Ma io non capisco – disse lo studente deluso – ogni volta che dico che lavorerò più duramente, Voi rispondete che impiegherò più tempo. Perché dite così?”

Il Maestro rispose: “Quando tieni un occhio rivolto al traguardo, hai solo un occhio rivolto al sentiero”.

Sinceramente leggendo questa conversazione mi sono detta: “Ma che dice questo? Gli occhi devono essere puntati verso l’obiettivo!”

La mia mente ha cominciato a riflettere, ed ecco che come un lampo è arrivata l’illuminazione!

La parola magica è verso.

Verso significa direzione, percorso, cammino, viaggio.

Per raggiungere un obiettivo bisogna concentrarsi sul cammino, altrimenti può accadere di non vedere e cogliere le opportunità che il sentiero ci riserva e di non rendersi conto di aver preso la direzione errata.

Caro Maestro Zen, grazie!

 

 

 



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Questo post ha 2 commenti

  1. Gianluca Masolini on settembre 24, 2013 at 17:25 Rispondi

    Trovo analogie con la salita in montagna. Il sentiero, la roccia ti pongono gli ostacoli ed esigono attenzione e fatica. Ma serve a nulla guardare la cima per raggiungerla, quanto badare in ogni istante al supporto ed agli appoggi che danno sicurezza ed offrono le opportunità per salire o arrampicare.
    Ritornare all’essenziale per poter vedere con chiarezza le proprie risorse: è la mia esperienza del primo corso di Zen Coaching organizzato da Incoaching e condivido la soddisfazione e l’entusiasmo dei colleghi. Buon Corso !

  2. Antonella Frigato on settembre 21, 2013 at 14:31 Rispondi

    A me una volta dissero: “se continui a guardarti solo la punta dei piedi, potresti non accorgerti del muro contro cui stai sbattendo. Guarda in avanti !”
    E’ la stessa fiducia del Coach che facilita l’estensione dello sguardo ed amplifica gli orizzonti del Coachee, verso la realizzazione dei suoi obiettivi.
    Grazie Cristina per lo spunto di riflessione e…buon Corso di ZenCoaching ;-)

  3. Franco Rossi on settembre 20, 2013 at 06:50 Rispondi

    Lo Zen invita ad agire “qui e ora”, perché è nel presente che si costruisce e nel futuro che si raccoglie… quante affinità con il Coaching!

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