IL SUCCESSO!!!! CHE COSA È? Gestione dell’obiettivo, flessibilità, felicità, amore …

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IL SUCCESSO!!!! CHE COSA È?                                       Gestione dell’obiettivo, flessibilità, felicità, amore …successo bambino

In realtà avrei voluto cominciare questo articolo spiegando come mi è venuta l’idea di parlare del “Successo”. Ebbene, lo farò alla fine dello stesso articolo!! Perché? Perché l’origine in sé porta anche un po’ della conclusione di questa riflessione … Se ora ti dicessi di NON correre alle ultime righe … sono sicuro che lo faresti quindi lo scrivo solo e invece ti dico: se ora corri alle ultime righe ti perdi buona parte del percorso … decidi comunque come meglio credi …

Ho letto e sentito molte opinioni sul successo e la maggior parte di queste partivano dalla convinzione che  molti di noi definirebbero successo con soldi, fama, lusso, potere, …

Sinceramente non ci credo! Non penso che le persone oggi confondano il successo con soldi, lusso, potere a così via! Ciò non toglie che l’appagamento dei propri desideri, bisogni e obiettivi in termini monetari, di relazioni, di comodità e di sicurezza sia “assolutamente necessario” per sentirsi di successo! Il successo comunque non è solo benessere.

Partiamo dalla definizione: successo è il participio passato del verbo “succedere”, ossia “venire dopo”. Quindi, se prendiamo in considerazione il significato letterale di “successo”, parliamo di “il risultato che viene dopo l’azione”. Essere persone di successo, di conseguenza, significa semplicemente raggiungere i propri obiettivi e/o ottenere dei risultati. Attenzione, nel significato ci sta anche la parola azione, quindi agire, muoversi, fare qualcosa per … L’immobilità non è contemplata!

Anche perché ritengo che il successo non sia un momento o una situazione statica ma una condizione che ogni giorno viene confermata e mantenuta, ponendosi nuovi obiettivi stimolanti e traguardi sfidanti, mettendosi in gioco per crescere, dando il massimo per migliorare la propria vita e quella di chi ci circonda, assecondando i propri cambiamenti e, allo stesso tempo, cambiando se stessi, gustando la vita in ogni momento …

Capito questo, come si fa a  costruire un obiettivo? Senza approfondire troppo accademicamente, un obiettivo efficace, oltre ad essere autodeterminato e frutto della propria consapevolezza, è definito dall’acronimo SMARTER che può essere così brevemente spiegato:

S specifico: completamente definito nei singoli aspetti;

M misurabile: è oggettivamente possibile determinarne il raggiungimento e lo stato di avanzamento lavori;

A attuabile: è effettivamente raggiungibile in base alle risorse a disposizione;

R rilevante: è di oggettiva importanze e stimolante;

T temporalmente definito: è definita la data precisa alla scadenza della quale voglio raggiungere i risultati;

E ecologico: è in armonia con i propri valori guida e con l’ambiente circostante;

R registrato: c’è assunzione di auto-responsabilità (dichiarandolo e scrivendolo fisicamente!).

Ok, determinare i propri obiettivi e metterci tutto se stessi per perseguirli con un appropriato piano d’azione è sicuramente la strada per la propria soddisfazione personale e per la propria felicità, tuttavia nel cammino verso l’obiettivo, possono cambiare molte cose, in se stessi e/o nell’ambiente vicino, e pure possono intervenire aspetti e novità che non erano stati preventivati o presi in considerazione al momento della determinazione dell’obiettivo stesso e/o di cosa fare per raggiungerlo. Il jolly, che a questo punto può essere giocato, è la capacità di adattamento, la flessibilità, quella varietà indispensabile che ci permette di correggere, se serve, la direzione del proprio cammino oppure di attuare un cambio di strategia, di comportamento, oppure ancora di cambiare l’obiettivo stesso. Si cambiare l’obiettivo! … Non è peccato mortale farlo! Soprattutto se tali scelte sono il risultato di una costante monitoraggio del piano d’azione e di ciò che si è svolto in realtà, accompagnato da una sempre costante verifica che la strada imboccata sia ancora quella giusta. Avere quindi la padronanza della situazione momento per momento, la lucidità di capire cosa sta succedendo e di conseguenza la possibilità di attingere ad un archivio di “possibilità di comportamenti alternativi” qualora la situazione richieda un adattamento; essere insomma flessibili in senso lato, fino a cambiare i propri obiettivi nel caso in cui non siano più “sentiti”, permette di valutare, scegliere e agire con mente e cuore allineati, ed è in questo caso che ciò che si sta facendo è ciò che veramente si vuole! Quindi … stiamo veramente facendo quello che vogliamo? Per esempio, quando si sta svolgendo un compito, può aiutarci se proviamo a chiederci:

perché sto facendo questa cosa?                 esistono altre azioni per arrivare all’obiettivo?

perché la sto facendo così?                          esistono modi più efficienti di eseguirla?

perché la sto facendo ora?                           quale è il momento migliore per svolgerla?

perché ho scelto questo obiettivo?                l’ho scelto io? lo voglio ancora? mi serve ancora?

Anche se, cammin facendo, abbiamo cambiato i nostri obiettivi, oppure abbiamo dovuto adattarci alle avverse/diverse circostanze ambientali non collegate con la nostra volontà, ciò che conta non è forse come ci sentiamo nel nostro intimo, dentro noi stessi, quieora? Perché magari abbiamo realizzato una crescita personale importante, l’abbiamo condivisa con chi ci è vicino, abbiamo si raggiunto tutti gli obiettivi importanti per noi e, ultimo ma non ultimo, durante tutto il cammino della nostra evoluzione abbiamo assaporato  e vissuto pienamente ogni emozione provata, abbiamo insomma trovato la nostra dimensione, il nostro equilibrio … Ci siamo così presi cura della qualità della nostra vita e delle persone che ci circondano, abbiamo deciso i nostri obiettivi in sintonia con ciò in cui crediamo, con i nostri valori guida, con il nostro sentire.

Un vantaggio competitivo in questa “ricerca del successo” è costituito dalla capacità di pensare e di agire in modo creativo … trovare nuove vie alternative, immaginare nuovo soluzioni, uscire dai contesti abitudinari, dai luoghi comuni, ricercare un po’ di “insicurezza” per ottenere di più! Valutare nuove sinergie …

Fino ad ora siamo stati ancorati al concetto di obiettivo, di fare, ma non è detto che raggiungere lo scopo procuri automaticamente piacere e felicità … Felicità? Raggiungere i propri obiettivi è una condizione necessaria per avere successo, va bene, ma è sufficiente?  Oppure per determinare il successo conta anche essere felici e soddisfatti di ciò che si è riusciti ad ottenere? È questo o no, di fatto, l’obiettivo finale di ogni essere umano: essere felice? E se fosse la felicità il vero segreto del successo? E quanto conta condividere il proprio successo e la propria felicità con gli altri, con le persone vicine? Con le persone che si amano? Aiutare e sostenere il prossimo? E quanto conta (al fine di sentirsi di successo, di sentirsi felici), crescere insieme agli altri, camminare lungo il sentiero della crescita personale in un contesto di condivisione? Rende in pieno ciò che voglio esprimere la poesia che Bessie Stanley Anderson ha scritto nel 1904:

“Ha avuto successo colui che ha vissuto bene,

ha riso spesso e amato molto.

Chi si è guadagnato la fiducia e l’ammirazione di persone intelligenti

E l’amore dei bambini piccoli;

chi ha trovato il proprio posto e ha portato a termine il proprio compito;

chi ha saputo apprezzare la bellezza della terra

e non ha mai mancato occasione di esprimerla;

chi ha lasciato il mondo meglio di come l’ha trovato,

grazie ai fiori che ha coltivato, a una poesia completata, a un’anima salvata.

Chi ha cercato sempre il meglio negli altri e ha dato loro il meglio di sé;

colui la cui vita è stata un fonte d’ispirazione,

il cui ricordo una benedizione.”

Ora, l’unica precisazione voglio farla sulle ultime due righe, in quanto sembrerebbe che il successo venga decretato da qualcun altro invece che da se stessi, e che ciò venga fatto dopo la dipartita … In realtà sono sicuro che si può assaporare il successo ogni momento della propria vita! È una sensazione interiore che riflette la propria pienezza per le emozioni positive che si stanno vivendo, per le attività motivanti e sfidanti che si stanno svolgendo con intensa concentrazione, chiarezza, serenità, in estasi, senza sentire il tempo che passa … e tutto in armonia con il senso che viene dato alla vita, originato dalla consapevolezza di sé! Insomma, ci sentiamo pienamente realizzati nei nostri bisogni di relazioni sociali, di autoefficacia nel valorizzare la proprie competenze, di autonomia in termini di autodeterminazione delle azioni, delle idee e delle decisioni sulla base dei nostri orientamenti e interessi.

Per introdurre l’ultimo concetto, porto il contributo che è stato alla base della decisione di scrivere questo articolo. Sono incappato in un video tratto dal film “fame saranno famosi”:

“Ci sono alcune cose che il successo non è … non è fama non è denaro o potere. Il successo è … svegliarsi la mattina talmente eccitato per quello che devi fare che non vedi l’ora di uscire di casa. È lavorare con gente che la pensa come te. Il successo. … è avere un contatto con il mondo e dare emozioni agli altri. È riuscire a trovare un modo per unire persone che non hanno nulla in comune … se non un sogno … È andare a dormire alla sera sapendo che hai dato il meglio di te. Il successo è … gioia e libertà e amicizia … e il successo è amore.”

Il successo entusiasmo per ciò che si fa, stare sintonia con le persone, vivere la natura, emozionarsi, stimolare al miglioramento  se stessi e gli altri, appagamento, gioia, libertà, amicizia, amore … Il percorso è successo e felicità, quanto lo è l’arrivo



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