Sviluppare una mente intelligente con il coaching!

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Ero piccolo, avevo circa 16 anni quando dovevo disputare il mio primo campionato nazionale. Era un momento particolare della mia vita, perchè mia nonna, purtroppo, mi stava lasciando per sempre.

Potete quindi immaginare lo sconforto e la devastazione che provavo nel vederla quasi inerme, sul letto di camera sua, con tutti i tubi attaccati per l’ossigeno e io che ero consapevole di non poter far nulla mentre il mostro al suo interno, lentamente, la divorava. Con un filo di voce e una stretta di mano davvero fievole mi disse di mettercela tutta.

Sapevo che era la mia ultima possibilità di darle una gioia, seppure piccola, seppure se, sul letto di morte, di certo non poteva aiutarla. Decisi in quel preciso istante che dovevo vincere, e dovevo farlo per lei.

Sapevo che non era molto semplice. Avevo un brutto vizio: anche se ero abbastanza bravo tecnicamente e qualitativamente pronto, esattamente come i miei avversari, durante le competizioni importanti dove lo stress psicologico è alto iniziavo a dare i numeri. Mi agitavo, ero nervoso, pieno di dubbi, in uno stato mentale inadeguato per dare il meglio e far vedere davvero quanto valevo. Questo mi portava a muovermi in maniera incontrollata ed esagerata credendo di fare bene, ma così non era. Più volte mi eliminavano subito. Ed effettivamente, nel riguardarmi, sembravo un pazzo frenetico completamente fuori controllo!

Quel giorno, però, qualcosa al mio interno cambiò. Mentre mi avvicinavo al palazzetto di Rimini, mi accorsi che ero diverso dalle altre gare: ero totalmente motivato, pronto, senza il minimo dubbio, sentivo l’adrenalina ma era totalmente incanalata nella giusta direzione. Benchè ovviamente ero moralmente a terra, quando entrai in pista tutto cambiò. Riuscii a essere concentrato al massimo sul momento presente senza lasciare che la frustrazione e lo sconforto si insinuassero nella mia testa. Non capivo cosa mi succedeva, mi sentivo un tutt’uno con il mio corpo, mi muovevo libero, ero sicuro, le energie erano controllate al dettaglio. Ero entrato in quello che scoprii chiamarsi: “stato di flow”.

Vinsi quella gara con il massimo del punteggio. Ero commosso perchè non solo vinsi il mio primo titolo di campione nazionale, ma riuscii a vincere per mia nonna. Portai a casa la vittoria per lei. Sorrise, riuscì a fare solo questo, con enorme sforzo. Poco dopo lei andò via e, anche se era poco, ero felice di averle dato un’ ultima soddisfazione.

Volevo capirci di più, capire come avevo fatto a mettermi in quello stato mentale. Non sapevo cosa era successo, sapevo solo come mi sentivo in quel momento.

Iniziai ad informarmi, a seguire corsi, seminari e leggere libri che mi spiegassero come funziona la nostra mente in gara. Imparai le strategie fondamentali e mi impegnai molto perchè volevo replicare quello stato mentale. Solo 12 mesi dopo, capii esattamente come fare e questo mi permise di vincerlo ancora.

Scoprii il segreto per entrare nello “stato di flow” e dare sempre il meglio di me stesso. Nel giro di 24 mesi la mia performance migliorò sensibilmente e passai alla massima categoria per merito sportivo oltre a vincere il mio terzo campionato italiano!

Capii quanto la mente conta nello sport… molti atleti purtroppo non ci credono ancora ma a volte è con la testa che si vince o si perde.

Le strategie esistono per essere sempre mentalmente pronti e io le ho usate! Se solo gli atleti utilizzassero in maniera intelligente la propria mente, migliorerebbero sensibilmente la propria performance.

Negli ultimi due anni ho conosciuto atleti olimpionici. Con il lavoro fatto insieme ad allenatori e atleti li ho guidati a raggiungere lo “stato di flow”, in solo 12 mesi!

Poco tempo, per grandi risultati. Penso che questo voglia dire utilizzare la mente in maniera intelligente!

Maurizio Desole
Head Coach

www.sportcoaching.wix.com/home



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