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“Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare” (cfr. vocabolario Treccani).

Che cos’è?

È come un bicchiere d’acqua fresca in un caldo pomeriggio d’estate oppure un caldo maglione in un fresco mattino d’inverno. Per chi lo riceve innanzitutto, ma anche per chi lo sa offrire diventa una manna dal cielo.

È la GRATITUTINE, il GRAZIE quella “carezza” che ti fa sperimentare d’essere vivo facendoti avvertire nel profondo una forte vibrazione che sa scolpire sentimenti di soddisfazione e pienezza.

Esprimere la propria gratitudine, saper “dire” grazie è un indicatore di grande maturità umana e spirituale oltre che di semplice educazione. Il grazie fa bene a chi lo riceve perché si sente riempito di bene donato; il grazie fa bene a chi lo dona perché ripieno del bene ricevuto.

In questo mese di novembre la liturgia cattolica ci spronerà a far salire il nostro Grazie a Dio per i beni e i doni ricevuti. Troviamo del tempo per esprimere di cuore tutta la gratitudine di cui siamo capaci per quanto abbiamo vissuto. Ringraziamoci a vicenda; ringraziamo la Vita e nel celebrare l’Eucaristia domenicale (che significa proprio rendimento di grazie) per chi ha come riferimento Gesù lodiamo e benediciamo senza sosta Cristo Gesù, Re dell’universo.

 

 



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