Tu cosa ci vedi?

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Tu cosa ci vedi?

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Di recente ho avuto la fortuna di frequentare il corso di Team Coaching organizzato da INCOACHING.

Ho imparato che esistono delle leve che muovono il mondo:

la prima: essere ‘visti’;

la seconda: essere ‘riconosciuti’ ;

la terza: essere ‘capiti’;

la quarta: crescere;

la quinta: contribuire;

la sesta: partecipare.

 

Prima ti ‘vedo’ e poi ti ‘riconosco’.

Se non riusciamo a vedere la persona che abbiamo di fronte, non possiamo nemmeno riconoscerla nella sua autenticità ed unicità.

Mi è capitato anche di vedere uno spot pubblicitario a mio avviso molto efficace.

Un ritrattista seduto dietro ad una parete chiedeva ad alcune conoscenti di descriversi. Chiedeva poi ad una amica di descrivere quella stessa persona, soggetto del ritratto.

Lui avrebbe disegnato il volto di ciascuna di loro senza poterle vedere. Ed avrebbe realizzato anche il ritratto di quella persona dalla descrizione dell’amica.

Ha poi esposto i suoi lavori ed il risultato è stato un vero “Effetto WOW”!

Lo spot terminava con questa frase: Sei migliore di quanto pensi!

Accade così anche nella Relazione di Coaching.
Il Coach che sa accogliere ed ascoltare, vede la persona e la riconosce nelle sue potenzialità.

Si allea con autenticità e rimanda al Coachee quello che egli ancora non riesce a vedere di se…o che si era dimenticato di essere.

Per me la Relazione di Coaching è un po’ come nei sogni:

spesso non si realizzano perché noi abbiamo smesso di crederci.

Un po’ come questa foto:

c’è chi ci vede un muro…..

whitewall

E chi ci vede questo:

trompeloeil

E tu cosa ci vedi?

 

Buona visione

Antonella Frigato



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Questo post ha 11 commenti

  1. Federico Santarelli on aprile 2, 2019 at 03:15 Rispondi

    Grazie Bellissima e bravissima Antonella Frigato per questo tuo articolo del Dicembre 2013, nei riguardi e confronti di ipotetiche leve che muovono il Mondo proprio non posso formulare il mio punto di vista perché non ne ho in argomento, nei confronti e riguardi delle descrizioni che si possono fare delle persone, personalmente tendo a non descriverle, a non osservarle e solo qualche volta riesco a vederle mentre nei confronti e riguardi del cosiddetto “coaching” penso, intendo e sento che si tratti di facilitazione di allenamento sportivo per persone che liberamente scelgono di eccellere e vincere nelle gare sportive per cui penso, intendo e sento che il “coaching” non faccia per me perché non sono uno sportivo e non ho niente da vincere, scusa se ti commento dopo un po’ di anni, buona giornata e buon lavoro! <3 … <3

  2. Federico Santarelli on aprile 1, 2019 at 15:59 Rispondi

    Grazie anche a te bellissimo Alessandro Pannitti dei dintorni di Senigallia, di Incoching S.r.l. , che al tempo sei stato uno dei miei clienti della mia ditta, da anni chiusa, di quando lavoravo in ambito web marketing, per la genialità dell’articolo che hai pubblicato in link in commento di questo articolo di Antonella Frigato, faciltazioni per il tuo onesto lavoro in coscienza! <3 … <3

  3. Federico Santarelli on aprile 1, 2019 at 15:40 Rispondi

    Grazie anche a te bellissimo Franco Rossi di Senigallia, di Incoching S.r.l. , che al tempo stato uno dei miei clienti della mia ditta, da anni chiusa, di quando lavoravo in ambito web marketing, per il tuo intelligente punto di vista e di commento di questo articolo di Antonella Frigato, faciltazioni per il tuo onesto lavoro in coscienza! <3 … <3

  4. Antonella Frigato on ottobre 2, 2013 at 17:27 Rispondi

    Lo stesso vale per sentire ed ascoltare…..
    comunque e sempre… “oltre”.
    Grazie Ale!

  5. Alessandro Pannitti on ottobre 2, 2013 at 15:28 Rispondi

    Cara Antonella, aggiungo al tuo interessante post che “guardare” implica molto di più che semplicemente “vedere”. Alcuni recenti esperimenti sui neuroni della nostra corteccia visiva sembrano dimostrarlo: http://mysterium.blogosfere.it/2011/11/vedere-e-guardare-sono-due.html

    • Federico Santarelli on giugno 9, 2019 at 19:08 Rispondi

      Esimio e bellissimo Alessandro Pannitti, in data 2 Ottobre 2013 eri davvero convinto della validità reale delle ricerche e sperimentazioni, considerando che io non so di che sperimentazioni si trattasse, se hanno causato male alla Vita, alla Natura, alla Morte, su questa parola “corteccia neurovisiva” che chissà se è parola reale oppure è parola perfettibile oppure proprio sbagliata, da lavorare onestamente in coscienza?

  6. Mark Padellini on ottobre 1, 2013 at 14:43 Rispondi

    Grazie Antonella, il tuo articolo ci fa riflettere sui nostri limiti percettivi ma al contempo ci ricorda le possibilità che abbiamo di vedere noi stessi e il mondo da altre prospettive, Mark

  7. Roberta Cesaroni on ottobre 1, 2013 at 08:14 Rispondi

    Cara Antonella, bellissima riflessione!!
    Pensa che io ci vedo tutta la libertà di cavalcare un’onda, quell’onda che ti porta in alto, molto in alto, alla libertà!!
    Da ottimista quale sono questo è “IL MIO PUNTO DI VISTA”
    Grazie Antonella!

  8. Franco Rossi on settembre 30, 2013 at 16:52 Rispondi

    Ottimo invito alla riflessione, di fatto è proprio il nostro punto di vista che determina la relazione che abbiamo con le cose e con le persone, determinando il nostro agire e il percorso che facciamo nella nostra vita… grazie Antonella!

  9. Antonella Frigato on settembre 30, 2013 at 13:52 Rispondi

    Grazie Cristina e…
    Buon Volo a tutti coloro che desiderano liberarli….i loro sogni, sulle ali della fiducia e del potere dell’autorealizzazione!
    Davvero onorata di appartenere a questa ‘tribù’ di Coach ;-)

  10. Cristina Maffeo on settembre 28, 2013 at 21:31 Rispondi

    Cara Antonella, un articolo davvero interessante e stimolante. Nella prima foto, io cosa ci vedo? Vedo una farfalla che sta per aprire le sue ali per la prima volta.

    Mi hai fatto venire in mente le parole che hanno scritto Patrick Amar e Pierre Angel nel loro libro “Il Coaching”, riguardo alle qualità del Coach e riportate nel libro “L’essenza del Coaching” di Alessandro Pannitti e Franco Rossi:
    “Il saper ESSERE del coach si manifesta attraverso qualità personali e relazionali che influenzano l’interazione con il cliente.”

    Grazie!

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