Una magnifica relazione

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Oggi ho avuto modo di riflettere sul concetto dell’amore e voglio condividere il mio pensiero con voi.

Ricordo che era una giornata apparentemente come tutte le altre, allora ero single e cercavo disperatamente una compagna dopo molti anni che erano trascorsi dalla mia ultima relazione. Con le ragazze che conoscevo cercavo di essere sempre al meglio che potevo modificando il mio comportamento per provare ad andare bene a loro. Avevo bisogno di una relazione perchè mi sentivo solo e cercavo disperatamente di uscire con chiunque mi capitasse a tiro. Eppure non ero felice, sapevo che qualcosa non stava funzionando perchè in ogni uscita che facevo non ero completamente me stesso e non mi trovavo completamente a mio agio. Capii che prima di tutto dovevo liberarmi dal bisogno di avere una relazione. Dovevo imparare a stare bene da solo, con me stesso. Dovevo imparare ad accettarmi per come ero e non cercare di nascondere i miei pregi, i miei difetti e le mie debolezze.

Mentre riflettevo sulle mie storie passate, su come erano andate a finire e su che tipo di storia volevo in futuro caddi in un profondo stato inconscio. Incominciai a chiedermi che tipo di persona avrei voluto al mio fianco. Cominciai a pensare a che tipo di carattere dovesse avere e come mi sarebbe piaciuto che mi trattasse. Dopo aver fatto “l’identikit” della mia ragazza tipo, mi chiesi che tipo di persona sarei dovuta diventare io, per permettermi una ragazza del genere. Per un attimo la mia attenzione si era spostata dal “bisogno di qualcuno” al bisogno di migliorare io, come persona.

Decisi così di liberarmi dalle maschere che mettevo quando uscivo di casa, decisi di essere veramente me stesso e diventare io stesso la persona che mi sarebbe piaciuto frequentare. Vedete, prima di amare qualcun altro o farci amare da qualcuno, dovremmo imparare ad amare noi stessi, apprezzare i nostri pregi ed adorare i nostri difetti. Siamo esseri umani, non possiamo essere perfetti e chi cerca di essere sempre perfetto finirà con il continuare a paragonarsi con un’immagine mentale perfetta di se stessi rimanendone costantemente deluso. Dobbiamo imparare ad apprezzarci per quello che siamo, non è forse questo che ci rende unici? Non è forse questo che ci rende diversi da robot? Non è forse questo, che ci rende liberi?

In quel preciso istante, iniziai a lasciare andare le mie convinzioni e le mie paure, conclusi che io ero così, con i miei pregi e i miei difetti ed ero OK. Chi mi avrebbe voluto al suo fianco meritava di conoscermi davvero per ciò che ero e non per ciò che fingevo di essere. Imparai a stare prima di tutto bene da solo, non  mi dispiaceva più l’idea di essere single per il semplice motivo che stavo bene con me stesso. Non avevo più “bisogno” di una relazione.

Dopo qualche mese da questo evento, mi trovai in macchina insieme a mio padre. Si era fermato da un suo cliente e io lo aspettai lì, davanti a un parco. Vedevo i bambini giocare sull’altalena, allegri e spensierati. Dovremmo imparare tanto dai bambini, loro non si accusano, non si criticano, non devono fingere di essere chi non sono. I bambini sono loro stessi, se cadono si rialzano senza pensarci troppo. Se litigano con qualcuno dopo qualche minuto ci hanno già fatto pace. Se sono tristi basta poco per far tornare loro il sorriso. Dovevo riavvicinarmi al mio “essere bambino”, riavvicinarmi a quella mentalità spensierata libera da pregiudizi, paure e false speranze. In quel momento, mentre riflettevo su quanto sarebbe stato bello ritornare, anche solo per un istante, bambino, notai una ragazza mentre gironzolavo tra le varie applicazioni del mio cellulare.

Dalle foto sembrava bellissima, con quei capelli neri che le accarezzavano dolcemente il viso, quel suo corpo snello, quella sua carnagione nocciola e con due occhioni che trasmettevano un misto di magnifiche emozioni. Decisi di contattarla e iniziammo a scambiarci le prime parole.
Fin da subito notai in lei il suo modo gentile e semplice di fare, la sua voglia di scherzare e di ridere. Ci sentimmo per qualche settimana e mi affezionai sempre di più. Tornavo a casa da lavoro con la voglia di condividere i miei pensieri con lei. Stavo bene con me stesso e notai che quando sentivo lei stavo ancora meglio, mi sentivo più vivo. Le chiesi un appuntamento promettendomi di essere semplicemente me stesso. La vidi incamminarsi verso di me. Era un po’ timida e teneva lo sguardo leggermente rivolto verso il basso accennando un sorriso di tanto in tanto. Parlandoci notai come era molto simile all’identikit che avevo fatto qualche mese prima. Una ragazza semplice, simpatica, molto umile e dolce. Riusciva a trasmettermi sensazioni meravigliose semplicemente guardandola. Mi confidò che non aveva ancora baciato mai nessuno. Così mi avvicinai a lei e con naturalezza le nostre labbra si avvicinarono, fu il primo bacio per lei e il primo vero bacio anche per me. Non avevo mai provato quelle emozioni baciando una ragazza, il mio cuore batteva all’impazzata e sembrava che tutto il mondo circostante si era fermato, così, all’istante. In quel preciso momento esisteva solo quell’attimo, i miei pensieri sparirono. Mi feci travolgere da quelle emozioni gustandomi, semplicemente, il presente.

Nel corso delle successive uscite ci avvicinammo sempre di più, scoprii i suoi numerosi pregi e anche i suoi piccoli difetti che la rendevano unica, così meravigliosa e tenera. Credo che la maggior parte delle persone cerchino di nascondere i propri difetti nelle relazioni. Io penso che non si debba fare. Si devono accettare entrambi nelle persone perchè come esseri umani non possiamo essere perfetti. Nelle nostre uscite ho mostrato i miei pregi e i miei difetti, le ho fatto vedere come sono in realtà, senza maschere. Ci siamo piaciuti per come siamo in realtà.

Dopo qualche mese di uscite le ho chiesto ufficialmente di fidanzarci e così è nata la magnifica relazione che abbiamo oggi.

Il processo di innamoramento non è molto semplice. In soldoni, si tratta di una percezione distorta provocata dalla neurologia nel nostro cervello sulla persona che si ama: quando ci si innamora si tende ad amplificare i fattori positivi e a diminuire quelli negativi. Se chiedessi a qualcuno innamorato di descrivermi gli aspetti positivi del suo partner, si creerebbe immagini grandi, luminose e vivide, stracolme di emozioni positive, attiverebbe la sua lacrimazione provocata dalle sue intense emozioni date da quelle immagini che vede nella sua testa e mi descriverebbe minuziosamente tutti gli aspetti positivi del partner. Gli aspetti negativi passerebbero in secondo piano e li vedrebbe come piccole immagini non molto chiare e trascurabili.

Provate a fare la stessa cosa con persone che si sono appena lasciate. Sarebbe l’esatto opposto! Partirebbero creandosi una grande immagine negativa molto chiara e stracolma di emozioni di odio, collera, rabbia, disprezzo e disgusto per quella persona. Descriverebbero nel dettaglio come quella persone sia odiosa e come non la possono vedere, le cose positive sarebbero veramente poche. Probabilmente si chiederebbero come abbiamo fatto a stare insieme a una persona del genere. La verità è che la loro percezione è cambiata. Prima ne vedevano gli aspetti positivi, ora solo quelli negativi.

Quando mi sono fidanzato con la mia compagna, ci siamo promessi che le difficoltà le avremmo affrontate assieme. Tutte le storie hanno i propri momenti negativi, siamo umani. Il segreto è come decidi di affrontarli e quanta potenza dai a quei momenti negativi. Che poi altro non sono che momenti! Abbiamo fatto degli sbagli in questi mesi, e li abbiamo superati insieme, perchè il nostro amore è andato oltre. Ecco che quando decidiamo di affrontare le avversità insieme, sicuri che qualsiasi cosa accada ci si è l’uno per l’altra allora non importa quanto grande sarà l’ostacolo o il momento negativo, perchè passerà. Nessun problema è mai così grande da non valer la pena di essere affrontato. I momenti no sono difficili da gestire ma se impariamo da questi e decidiamo di affrontarli assieme passeranno più in fretta e se ne uscirà più forti di prima.

Ecco un consiglio che sento di darvi: quando pensate ai momenti brutti e difficili con il vostro partner, fatelo proiettando quelle immagini in una TV piccolissima e in bianco e nero, una di quelle vecchie dove le immagini non sono più di tanto nitide. Il dialogo e le parole che vi siete detti rendetele un sibilio. Poi pensate a tutto ciò che di bello avete passato, alle vostre uscite più importanti e vedetele proiettate in un maxi schermo, vedete quelle immagini grandi e luminose e ricordatevi delle emozioni stupende che avete provato, di tutte le cose dolci e belle che vi siete detti e di come eravate felici. Lasciatevi trasportare da quelle meravigliose emozioni.

Le storie d’amore vanno vissute in pieno, cercate di rendere meraviglioso ogni vostro incontro. Se sentite di non ricevere da un po’ emozioni positive parlatene con il vostro partner liberamente e decidete assieme di fare un viaggio piuttosto che un esperienza dove potete vivere di nuovo emozioni magnifiche. Utilizzate il vostro tempo per progettare come fare per rendere ancora migliore la vostra relazione. Se c’è un calo nei vostri sentimenti ricordatevi che è dato dalla vostra neurologia e cercare un modo per riaccenderli! Potete anche fare un semplice pensiero. La mia ragazza si sveglia alle 5 del mattino solo per darmi il buongiorno e poi riaddormentarsi, non è magnifico questo? E’ una cosa tanto semplice quando realmente meravigliosa. Sapere che il proprio partner si sveglia, quando ti svegli te e solo per darti il buongiorno, come per dire “Ehi, io ci sono anche oggi e ti sto pensando”.

Personalmente cerco di rendere importante ogni mia uscita. Penso a quanto fantastica è la mia ragazza e mi concedo sempre momenti per crogiolarmi nelle emozioni positive che mi dà sentirla. Quando la stringo a me sento di toccare la sua anima e la tratto come fosse una parte di me. Amo ogni suo piccolo difetto e ogni suo pregio, la amo per entrambi e li accetto entrambi, così, semplicemente. Amo come mi parla, amo la sua tenerezza, il suo modo di parlare, ridere e scherzare. Amo quando fa la seria, amo quando è stanca, la amo quando ha l’herpes e anche quando è in pigiama. Amo come mi prende in giro e, soprattutto, amo come mi fa sentire.

Questo è il mio pensiero sull’amore, questo è il modo in cui io ho creato la magnifica relazione che ho oggi. Spero che questa riflessione vi sia stata in qualche modo d’aiuto.

A presto!
Maurizio.



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