La vincita mascherata da perdita

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manuela figlia life coachOgni fine rappresenta un inizio, ogni perdita, ogni delusione, ogni insuccesso  può diventare una potenziale vincita.

Pensateci. Provate a ripercorrere velocemente la vostra vita.

Questa è un’inconfutabile verità, ma quando veniamo colpiti da ciò che dietro di noi è andato in frantumi e sprofondiamo nel dolore brutalmente, cominciamo a dipingere il nostro futuro come una sciagura.

LO SFOGO

Due anni fa a quest’ora ero rannicchiata sul mio divano a piangere, dolorante e impaurita per il mio futuro lavorativo che, a causa di un problema di salute, stava venendo meno insieme a tutto quello per cui avevo sacrificato soldi, tempo con i miei bambini, amicizie, e la mia stessa salute.

La mia giornata lavorativa piena di fotografie e di contatti umani si era svuotata all’improvviso, il mio corpo si era del tutto ribellato a tutto ciò che avevo fatto finora, le mie 24 ore che bastavano a malapena sembravano essere infinite. Mi sembrava tutto incredibilmente ingiusto.

IL DOLORE E LA CRISI DI AUTOGOVERNO

Non mi piaceva, non mi riconoscevo, avevo una brutta parola per tutti: soffrivo e basta, ma non avevo la minima idea di come confortarmi. Ero arrabbiatissima con me stessa e con il mio fisico, non avevo mai avuto negli ultimi anni neanche il tempo di guardarmi allo specchio, figuriamoci se sapevo come rassicurarmi.

All’inizio ho pianto tanto, talmente tanto che non pensavo di avere a disposizione un così immenso rifornimento di lacrime. A volte durante la giornata chiamavo mio marito o mia madre in cerca della parola giusta che riparasse il mio rubinetto.

“Spesso le persone tentano di vivere la loro vita al contrario: cercano di avere più oggetti o più denaro, per fare ciò che vogliono e che le renderebbe felici. Ma in realtà è vero proprio l’inverso: devi prima essere  ciò che veramente sei, poi fare quello che devi fare per te stesso, al fine di avere ciò che vuoi.” Margaret Young

L’ATTIVAZIONE

Poi un bel giorno ho ascoltato una piccola vocina cristallina interiore, la mia forza d’animo, e ho cominciato a riprendere contatto con me stessa. Da pigrona che ero ho cominciato a camminare, ho cominciato a sorprendermi.

Macinavo ogni giorno tantissimi km, camminando mi sembrava di muovermi in qualche modo, di non essermi arresa, mi sentivo quasi serena. Poi ho ripreso i miei libri, i miei vecchi interessi, e ho cominciato a prendermi di petto.

LA CONSAPEVOLEZZA

“Nel cuore delle difficoltà riposano le opportunità.” Albert Einstein

Mi sono ordinata di smetterla di lamentarmi delle pieghe che stava prendendo la mia vita e ho cominciato invece a chiedermi cosa davvero volevo io, a prescindere dagli altri, da tutto ciò che si aspettavano da me. La sorpresa è stata che non avevo assolutamente idea di cosa volessi davvero, perchè durante la folle corsa degli ultimi anni mi ero persa per strada, avevo perso il collegamento con me stessa. Non avevo la minima idea di dove fossi rimasta.

L’ACCOGLIENZA

“Credo che  se gli artisti fossero lasciati liberi di definirsi con un’etichetta, molti sceglierebbero di non averne alcuna.”Ben Shann

Ho deciso così di darmi il tempo e il modo di metabolizzare la sofferenza. Qualcosa dentro di me, il mio stesso cammino fatto finora, mi diceva che tutta quella sofferenza poteva essere usata come energia, e da lì che ho avviato il mio cammino verso il cambiamento.

“In tempi cupi, l’occhio comincia a vedere.” Theodore Roethke

Ho cominciato a coccolare la bimba delusa in me, a riconoscerne il suo dolore, ho cominciato a prometterle un futuro più degno, un rispetto più profondo.

L’ALLENZA, GLI OBIETTIVI, IL SEME DEL CAMBIAMENTO

“Il centro che non riesco a trovare è conosciuto alla mia mente inconscia”W.H. Auden

Ho ripreso in mano tutti i libri di crescita personale, mio vivo interesse da sempre. Man mano che leggevo, cominciavo ad approcciarmi in modo più consapevole, non solo verso gli eventi, ma anche e soprattutto verso me stessa, iniziando finalmente  a farmi le domande giuste:

  • Tutto ciò che stavo vivendo come mi poteva essere utile?
  • Dove mirava il mio lavoro?
  • Cosa potevo fare di alternativo?
  • Quali erano state le passioni che potevo rispolverare?

Ogni giorno dedicavo a me stessa 10 minuti per sorprendermi.

Mi rendevo conto che la chiave per mantenere la mia elasticità agli eventuali cambiamenti che la vita a volte impone era il rafforzamento di me stessa e la capacità di offrirmi una scelta e/o un’alternativa.

Mi rendevo conto che il mio corpo in quanto a saggezza era stato molto più lungimirante di quanto pensassi.

Pretendere un cambiamento immediato da sè stessi, in un colpo solo, è spesso solo un modo per ostacolare i propri sogni e i propri obiettivi. Alzando troppo il livello dell’ostacolo da saltare e il prezzo da pagare, ci si sente sconfitti in partenza.

Quando arriva il giorno no, vivilo fino in fondo. Se non opponi resistenza, come qualsiasi altra cosa passerà.

L’AUTONOMIA E L’ECCELLENZA

Il Coaching è stata una strada nata da dentro, un bellissimo percorso che ho fatto prima di tutto su me stessa.

Mi ha fatto incontrare persone splendide, ed è stato un cammino per tornare a riabbracciare anche la fotografia in modo nuovo.

Man mano che ascoltavo gli altri, e mi addentravo nelle nuove competenze acquisite, facevo un passo più grande e più autentico verso me stessa e verso nuovi successi.

La prima opportunità ve la dovete dare voi.

La vita sa essere magica quando siamo autenticamente in contatto con noi stessi.



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Questo post ha 3 commenti

  1. Rossella on giugno 12, 2016 at 23:26 Rispondi

    Grazie per questa bella lettura e per la tua condivisione del dolore con noi….effettivamente anche io mi sono resa conto di attendermi dei risultati in poco tempo, ora voglio prendermi il tempo sufficiente per capire come ottenere quello che voglio, perdere peso, che è L obiettivo della mia vita oggi…

  2. elettra on giugno 9, 2015 at 23:15 Rispondi

    Complimenti per le parole, ne esce sentimento e intensità, si percepsce il dolore e la difficoltà ma anche la forza di cambiare di trovare altre strade, altri sè.

  3. Franco Rossi on ottobre 1, 2014 at 09:33 Rispondi

    Grazie Manuela per il contenuto del tuo articolo e complimenti lo stile del tuo racconto..
    Un abbraccio forte ;-)
    Franco

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