X Factor e Coaching

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…Oltre allo spunto per un prossimo talent show televisivo, il mio intento è quello di porre l’attenzione sull’X factor assumendo che il fattore x sia Quel tratto che “fa la differenza”, ovvero il talento/potere che caratterizza e distingue una persona.

La individuazione ed il mantenimento del talento è un tema cruciale e molto attuale nelle aziende italiane, soprattutto alla luce del particolare momento storico che viviamo. Motivo per cui scelgo di restringere il campo e di dare un taglio a questa mia riflessione di tipo prettamente aziendalistico.

Iniziamo dalle definizioni. Cos’è talento?… Tra le altre:

Wikipedia:”Inclinazione naturale a far bene una certa attività”

Wikiquote:”il talento…al di là …..diventa vocazione”

Per alcuni:” è un dono naturale”

Per altri:”è passione, tecnica ed applicazione“

Per alcune aziende:”è avere la persona giusta nel posto giusto”

Per altre:” è avere la persona performante”

 

talento

 

 

 

 

Cos’è talento per un Coach?

Nell’ambito del Coaching, il talento è il frutto di un percorso di apprendimento e poi di esercizio intenzionale, impegnativo, continuo e pianificato di colui/lei il cui FARE è espressione della propria identità, del proprio senso di vita. E’ impegnarsi a seguire la propria vocazione, passione o credo insomma, da cui trarre una motivazione così determinata da spingere continuamente verso obiettivi gradualmente sempre più sfidanti, fino alla massima espressione del nostro potenziale.

In quest’ottica il talento applicato ed esplicato diventa auto-realizzazione, felicità anche nel vivere in azienda.

 

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A tal proposito… individuare  i propri punti di forza, strumenti e modalità, trovare ciò per cui valga mettere in campo energie e risorse, talvolta sconosciute a noi stessi,  allenare e potenziare queste abilità, anche attraverso un cammino non sempre indolore, ma scelto, ci rende talentuosi.

 

 

 

Cosa può fare il Coach in azienda?

Il Coach, rispetto al tema del “talento”, con il suo metodo  può:

1)    accompagnare il professionista che lo sceglie, nella via della scoperta del proprio potenziale, della crescita e della applicazione concreta dello stesso;

2)    accompagnare l’azienda che lo sceglie, nella sua ricerca delle strategie e politiche da attuare a supporto di “outstanding performance

 

Le linee guida alla base del Coaching insistono sul rispetto della libera scelta e della totale autonomia del “Coachee”, sia esso una singolo o un’organizzazione; la modalità operativa è la maieutica (volendo ripristinare un antico termine filosofico).

Il Coaching ed il Coach non hanno nulla da insegnare, non sono portatori di soluzioni predefinite né di format consolidati ed indistinti.

Il suo potere e la sua efficacia risiedono nel metodo di accompagnamento dell’Altro verso la ricerca della SUA strada, nella valorizzazione della SUA unicità.

Sarà dunque l’azienda e/o il professionista a tracciare il proprio percorso verso l’obiettivo. Non esistono nel Coaching, condizioni aprioristicamente vincolanti.

 

 

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Esiste, volendo, una premessa, valida sia nella interazione tra singolo e azienda come in  quella tra  Coach e Coachee o tra te e me. Ed è: “la comunione della comunicazione”.

Così come l’uomo è, per sua natura, un essere sociale che vive e si realizza anche attraverso il riconoscimento dell’Altro, così il talento in azienda rischia di essere sprecato se non viene comunicato, recepito, compreso e, quindi, utilizzato. Anche il talento germoglia all’interno di una relazione.

La comunicazione nella sua interezza, ed il linguaggio che ne è parte, sono le fondamenta su cui costruire la casa-relazione.

“Senza una solida relazione, difficilmente si darà spazio al contenuto”. Parafrasi questa mia, delle teorie e degli studi di chi è molto più titolato di me a parlare: Paul Watzlawick di cui, per approfondimenti, cito la sua opera “Pragmatica della Comunicazione Umana”.

 

La conclusione a te.

  • Cos’è talento per te Azienda?
  • Qual è la cultura aziendale rispetto alla gestione del talento?
  • Quali sono gli effetti ed i risultati che ne emergono?
  • Esiste un paradigma, che se cambiato, può portare a sprigionare talento in azienda?
  • Se si, cosa saresti disposto a fare per iniziare?


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